That’s how it goes

Suonare in un gruppo è positivo per la mente e per lo spirito – almeno finché la band è sana.

Uno degli effetti più particolari di avere un gruppo però è qualcosa di decisamente poco intuibile e tendenzialmente di poco intuito.
A meno di essere una band decisamente focalizzata su un genere (ma MOLTO focalizzata, tipo “cover di Ligabue”, altrimenti il discorso vale lo stesso) si finisce per fare pezzi, per quanto riguarda le cover, che normalmente uno non suonerebbe mai.

Io non avrei mai cominciato a suonare i Negramaro per intenderci. Eppure mo li sto imparando.
Ma anche i Queen, più umani come concetto, non li avrei mai studiati, non mi interessano particolarmente dal punto di vista musicale. Eppure li suono ogni giorno ora.

Espande a forza il concetto di musica da suonare. E sei costretto a farlo.

Tanto che quando non si è più in un gruppo ci si fossilizza sui brani che si suonava prima ma suonati da soli.

Tutta una serie di ballad strapallose… Chi mai le imparerebbe altrimenti?

Stupendo.

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