Immortalità

Dovrei fare questo post probabilmente dopo aver letto i Viaggi di Gulliver nella parte riguardante gli Struldbrug, gli immortali.
Ma visto che probabilmente leggerò questo libro in un periodo che andrà tra i miei 50/100 anni, farò meglio a parlarne ora.

Rimanderò al futuro la discussione su come mai l’immortalità è un mostro sacro (non si parla di immortalità. Mai.)

Voglio semplicemente portare una piccola considerazione di carattere sociale, sull’immortalità.

La nostra vita intera è regolata dal fatto che la natura ha deciso, per questioni di carattere puramente evoluzionistico, che noi un giorno schiatteremo.
Siamo regolati dalla morte e facciamo per il piacere.
Uniti questi due fattori abbiamo la nostra linea comportamentale – almeno ciò che uno spera di poter vivere.

Molti scopano come ossessi, più che possono, perché vogliono farlo più possibile finché sono in tempo, finché la loro faccia non diventa come un foglio accartocciato per le rughe e il loro fisico non può più stare appresso a certe cose. Molti vivono da giovani, al massimo, il più tempo possibile, per ottenere tutto quello che riescono finché possono.

C’è invece chi conduce una vita sana per cercare di allungarla il più possibile o per avere un periodo migliore nelle fasi successive della propria esistenza. C’è chi si sposa tardi perché vuole vivere la gioventù bene. C’è chi fa figli presto perché così ha meno rischi e ha più tempo per godersi la vita familiare.

Tutto perché il nostro orologio biologico ticchetta verso una meta e ci scandisce le epoche in cui possiamo o non possiamo fare certe cose. 
Ferma l’orologio.
Ferma tutto.

Una volta tolto il “tempo massimo”, una volta tolto uno dei due caratteri principali della vita, rimane solo… Il piacere, no?

Ma il piacere è qualcosa di scarso, qualcosa di sfuggente, qualcosa di così temporaneo. Soprattutto se lo si basa su cose futili, su alcune di quelle sciocchezze prima citate. 

Una persona golosa, con un’immortalità tecnologica che gli permette di mangiare senza diventare mai grasso, senza aver problemi.
Cosa fa? Mangia. Mangia quanto vuole, mangia come un dannato. Mangia fino ad ingozzarsi dei cibi preferiti, quantità di cibo industriali, che farebbero esplodere un essere normale.

E poi? Smette.

Basta.

Trombi come un ossesso, passi la tua vita per night club, sempre in discoteca a prendere su ogni giorno 10 nuove avventure?
E poi? Basta. Che palle, in tutti i sensi.

 

Cominci ad imparare. Impari perché hai tempo di imparare. Impari ogni cosa, impari  tutto lo scibile. Hai tempo. Hai la possibilità. Diventi il tuo Dio.
Cominci ad aiutare gli altri. Tu non hai più bisogno di nulla, tu non hai piacere per le cose futili, allora devi cominciare a fare cose importanti. Puoi guidare, bere, mangiare, trombare, cazzeggiare, drogarti, fare tutto quello che ti pare e non ti dà più la minima sensazione. Cominci a fare le cose per cui davvero ha senso vivere, perché ti sono rimaste davvero solo quelle.

Possibile che cominci a vivere davvero? Quando i tuoi sentimenti di piacere vengono reindirizzati a forza verso le cose che contano…

E se tutti facessero così?

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One thought on “Immortalità

  1. ConigliettaBianca ha detto:

    Basta che leggi Twilight… :P

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