Do What You Want

“Do what you want ‘cause a pirate is free…”

Il momento più bello del far parte di una “setta segreta” come gli appassionati di computer et similia è quando una moltitudine di dimensioni critiche di tali soggetti si incontra.
In realtà ad ogni convegno specifico di un certo campo i radunanti sono felici di essere tra loro “simili”, ma essere un nerd tra nerd è una sensazione molto strana.

Gli interessi che coltivo sono condivisi da una percentuale della popolazione molto, molto bassa. Così per me diventa molto difficile parlare con altri di notizie riguardanti il mondo del computer: si contano sulle dita di una mano gli amici con cui posso parlare liberamente di tutto, già con molti devo ridurre di molto la tecnicità degli argomenti di discussione (e quelli con cui parlo liberamente spesso devono farlo con me, ma questi sono dettagli); con il resto del mondo parlare di certe cose è mediamente come spiegare la relatività ristretta ad un bambino. (“Hey, la Apple ha lanciato il portatile più sottile mai visto sul pianeta Terra”… Seriamente, a chi cazzo frega?)

Voglio dire, di appassionati di motori ce ne sono a milioni e di gente con cui parlare di sport è pieno il mondo. Di appassionati di informatica ce ne sono pochi e tendono a stare rintanati in casa, di fotografia a livello dettagliato ce ne sono sempre di meno… Insomma, è un pacco: l’unica soluzione per incontrarsi è internet.

Per cui andare ad un convegno specifico di questi campi è qualcosa di stupendo.
E vi assicuro che per me andare in giro per il Lucca Comics e SAPERE che la maggior parte della gente capisce le mie magliette, che ci sono migliaia di persone tutte intorno a me che condividono i miei stessi interessi e anzi con tutta probabilità sono più preparate di me su alcuni di essi è come per un astronomo puntare il telescopio al cielo e trovare un pianeta abitato: scopro che non sono solo all’universo!

E allora canto in giro per questa fiera dei fumetti una canzone di internet, “Do what you want ‘cause a pirate is free…” e quasi non mi stupisco quando un perfetto sconosciuto accanto a me conclude il ritornello cantando “YOOOUU AAARE A PIRAAATE”. È tutto perfetto, è un’armonia, è un raduno di persone che sono sempre state amiche, solo non si sono mai potute vedere.
È come un concerto metal, dove tutti si guardano negli occhi e sanno di potersi considerare in qualche modo “fratelli”. E qui non c’è nessuno, NESSUNO che ti guarda male per le tue passioni “strane”. Un sogno.

Ma poi tutto finisce e si ritorna nel proprio guscio, aspettando la prossima volta…

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