Mi arrendo.

Per la prima volta in un sacco di anni, mi arrendo completamente davanti a qualcosa.

Hegel mi ha battuto.

Santo cielo, che umiliazione.

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Sicurezza Marmorea

Lettera aperta al presidente della Banca Intesa.
O qualunque gentiluomo sia a capo della sezione che si prende cura della sicurezza informatica del loro sistema.

Gentile Sig. “Capo Banca Intesa”,
potrebbe gentilmente smetterla di perseguirmi?
Io volevo solo fare qualche azione di home banking, qualche ricarica sulla mia carta prepagata, insomma… Cose normali.
Sono un povero studente che ogni tanto si prende la briga di fare qualche acquisto su internet; ahimé mia madre al tempo decise che l’unico modo sicuro per farlo era usare il vostro prodotto Carta Flash, una carta ricaricabile che genera carte di credito virtuali da usare una sola volta per acquisti online in tutta sicurezza. Tralascio il fatto che questo sistema di protezione è comunque fragile.
Tuttavia, come si ricorderà, al tempo voi del reparto informatico faceste un gravisssssimo errore di sicurezza, lasciando la possibilità di ricaricare la carta da altre carte di credito, senza che faceste il benché minimo controllo su tali transazioni. Il risultato è stato che immediatamente qualcuno sfruttò tale baco ricaricando la carta prendendo numeri di carte di credito ovunque, addebitando pochi euro che finivano ignorati nell’estratto conto dei malcapitati.
Scoperta la truffa però siete finiti nell’altro eccesso: non si può più ricaricaricare la carta SE NON da un conto il cui intestatario è lo stesso della carta. Egregio Direttore, ma perché io non ho il diritto di fare una ricarica dal MIO conto su una carta ALTRUI (che poi la carta è intestata a mia madre, non a Caloggero Cutillo), viste le altre norme di sicurezza demenziali che avete attuato sulle operazioni di home banking? Una volta che inserisco password e mica password, perché non posso fare la ricarica a chi voglio?
Vi fumate le canne da quelle parti? Perché poi per scoprire questa cosa devo andare per forza a parlare con qualcuno in banca e il sito non mi dice nulla di nulla? Sicurezza anche questa?

Perché mi perseguitate, ripeto la domanda?
Perché per fare una qualsiasi operazione di conto corrente io devo inserire
– Password di conto
– Password dispositiva (?!?!)
– Chiave di sicurezza fisica sequenziale, ossia un numero randomico preso da foglio che mi date all’apertura del conto (numero tra le altre cose coperto da una patina argentata da grattare)? Foglio che quando finisce devo per forza tornare in banca a farmene dare uno nuovo, annullando di fatto l’efficacia dell’home banking?

Vi rendete conto che per il lancio di una bomba nucleare servono meno (o tutt’alpiù lo stesso numero di) passaggi?

Volevo proporvi un paio di nuove innovazioni di sicurezza.
La prima consiste in una lastra di marmo 4 x 4 x 1 con su incisi degli ulteriori codici di sicurezza, da installare nel proprio salotto di casa. In questo modo anche se entrano in casa i ladri questi non possono assolutamente asportare tali dati sensibili!
La seconda consiste in un sistema di verifica delle transazioni: basterà richiedere 100ml di sangue spediti per posta prioritaria (o piccione viaggiatore) alla più vicina succursale per poter confermare le proprie azioni di conto.
Già che ci siete, perché non mettete un paio di sistemi di controllo CAPTCHA per evitare che, non si sa mai, a inserire due password e chiave di sicurezza presa da un foglietto da cui grattare via la patina argentata di volta in volta, sia un sistema informatico automatizzato?
Aspetti aspetti! Impronte digitali e retina!

… oppure in alternativa un sistema di crittazione a 128 o 256 bit come tutto il resto del mondo, una, massimo massssssimo due password e non ci rompete i coglioni? Eh?
Che dite?

Con affetto,
Marco.

KEK! FSJ!!1!11

Avevo postato l’altro giorno l’immagine a Santo Steve Jobs che ho fatto in un momento di nullafacenza al limite dell’impossibile;

Ecco, io ho mandato tale immagine a l’uomo che sta dietro a “The Secret Diary of Steve Jobs”, un blog piuttosto famoso (abbastanza da essere conosciuto da Jobs stesso, insomma) nella scena dei blog di informatica. Ora forse è diventato un po’ meno visitato in quanto è stata scoperta l’identità di chi stava dietro a tale blog.
Comunque sia, gli è piaciuta. Ma pensavo che dopo il fugace scambio di email che c’è stato la cosa fosse finita lì.
Però…

A quanto pare non era finita lì :D

Io gliel’avevo spedita così, per divertimento… E mi vedo pubblicato su FSJ.
Giusto per concludere il discorso dell’altra volta, neh?

*Guarda la lista delle cose da fare nella vita*
*Spunta “fare qualcosa che diventi famoso o pseudo tale su internet”*
*Guarda la prossima nella lista: “guadagnare un milione di €”*
*Sospira*

Il tastierista di Avril Lavigne.

Comoda la vita.
Già, comoda.
Se ti chiami Lino Pisto e suoni la tastiera per Avril Lavigne ai suoi concerti.
Pseudo, concerti.

Analizziamo la sua vita lavorativa in tour:
Sveglia alle “quando mi pare”\”quando mi passa la sbornia del giorno prima”
Usa i soldi che ha “guadagnato” per tutta la giornata
Arriva al soundcheck 10 minuti prima dell’inizio del concerto, visto quello che deve “soundcheckare”
In tutto il concerto se preme 8 tasti è grasso che cola.
Va a letto alle 4 dopo essersi spupazzato 4 o 5 fan sfegatate della suddetta “cantante”
E in tutto ciò ha guadagnato soldi. E in tutto ciò gli viene fornita una strumentazione di gran rispetto (gli ho visto due tastiere mica male lì sul palco).

Io, ONESTAMENTE, mi sentirei una merda.
Poco più che un parassita, insomma.
Non fa un cazzo dalla mattina alla sera!

Oh Ago… Filo?

“il romantico non è il sentimento che si afferma sopra alla ragione o immediato e violento, e neppure il sentimentale (il melanconico contemplativo) ma è un fatto di sensibilità, intesa come permanente sensibilità, irritabilità, reattività, è l’amore dell’irrisolutezza e delle ambivalenze, l’inquietudine e l’irrequietezza che si compiacciono di sè e si esauriscono in sè”

[…]

“[l’idealismo è] il contrasto che in alcuni sistemi filosofici si dà all’intuizione o alla fantasia, in contrasto con quei sistemi che sembrano non conoscere altro organo del vero fuori dalla fredda ragione, cioé dell’intelletto astraente”

[…]

“Se l’intuizione estetica non è se non la intellettuale divenuta obbiettiva, s’intende di per sè che l’arte sia l’unico vero ed eterno organo e documento insieme della filosofia, il quale sempre e con novità incessante attesta quel che la filosofia non può rappresentare esternamente, cioè l’inconscio nell’operare e nel produrre, e la sua originaria identità con il cosciente. Appunto perciò l’arte è per il filosofo quanto via ha di più alto, perché essa gli appare quasi il santuario, dove in eterna e originaria unione arde come in una fiamma quello che la natura e naella storia è separato, e quello che nella vit………….
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zzzz.
…….
.zz…….
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Le persone sbagliate al momento sbagliato

Così quando un gran numero di persone si fa i fattacci propri, succede che chi di dovere si rifà su chi NON se li fa, con grande ingiustizia.
Non è raro.

Questo post avrei dovuto farlo ieri sera, che dite?

Che schifo. Sto perdendo di vista l’obiettivo di questo blog.
La prossima volta farò un account su Facebook al posto di un blog.
Sì, sì. Un account su Facebook.
E poi faccio un finto account di Facebook a nome “Giovanni Rana”.
E metto come interessi “Fare film porno gay”. Che divertente. Ha, ha. Ha.

Oppure che ne dite, posso cominciare a mandare link camuffati a immagini di un ano allargato a dismisura?
Come ai vecchi tempi.

O magari link a immagini di una vasca da bagn*testo mancante*

Mi ha stufato |:°

Il mondo si adegua alle norme antincendio, mille cose, i salvavita, i frazzi e i mazzi per evitare che per qualunque cazzata la roba pigli fuoco e ancora andavamo con una stufetta di 20 anni fa.
Mi ha sempre dato fastidio saperla funzionante in casa, mi sapeva di cosa di un pericoloso che mai.
Ieri è saltata, ha fatto scattare il limitatore in cantina, e ha rischiato di prendere fuoco. Non lo ha fatto solo perché c’erano 3 protezioni elettriche prima di lei.

Maledizione.

Questo è quello che intendo per “nulla è dovuto, il peggio potrebbe colpirti in questo preciso istante”. Esattamente questo.
Intendo esattamente una stufa che avrebbe potuto mandare a fuoco l’intero appartamento.

E grazie al cielo ho anche un UPS sotto al culo che ha evitato che il mio benamato computer si spegnesse brutalmente {-:

Però erano anni che lo dicevo che quella stufetta s’aveva da essere cambiata.
Eccheccazzo, la sicurezza non è un’opinione.