Poche cazzate, insomma (pt. 2).

Detto anche “Le auto cangurine (pt. 2)”.
Il ritorno dello post, insomma.

Io vorrei evitare di essere volgare. Almeno, vorrei evitare di scrivere certe cose qui.
Però porca vacca.

Come ogni sera, vado al balcone che da’ sui campi davanti casa per bermi un bel bicchiere di succo di frutta, magari mangiando qualche cosa assieme. Appena esco dalla porta finestra della cucina – la tapparella era mezza abbassata, non so come mai – mi accorgo che il cielo è illuminato quasi a giorno. La Luna (piena o quasi) si staglia nel cielo, rendendo visibile ogni cosa praticamente a vista d’occhio.
Uno spettacolo stupendo.
Sorseggio un po’ il succo di frutta mentre ammiro il paesaggio illuminato dalla argentea luce della Luna, quando il mio sguardo viene attirato dalle auto nel parcheggio davanti casa. Anzi. Da un’auto.

Sorrido. Il parcheggio davanti casa è male illuminato di notte (con mia somma gioia, visto che ciò riduce drasticamente l’inquinamento luminoso)… Fatta eccezione per un paio di posti auto con una gigantesca luce davanti (ad occhio quasi 1 mW di alogena) che fa vedere anche i granelli di polvere per terra. SOLO ED ESCLUSIVAMENTE quei due posti auto.

L’auto che aveva catturato la mia attenzione era esattamente SOTTO quel riflettore da stadio. Completamente visibili, illuminati a giorno da Luna e luce artificiale, in questa specie di Pegiò 206 – ma più grossa – blu metallizzata, c’è l’UNICA coppia di tutto il parcheggio condomini a fare le zozzate.
Perfettamente visibili dalle 3 scale del mio stabile.
42 appartamenti con vista PERFETTA su questi tizi.

Rimango molto divertito da come questi due poveri giovini sono completamente ignari di come ci siano più persone (e ve lo posso assicurare che c’erano altri, visto che ho sentito voci e rumori provenire dai balconi vicini) ad osservare il loro piccolo spettacolino hard.

Io sono tentato di andare via… Insomma, va bene tutto, ma saranno anche cazzacci loro.

Ma anche no! Ho il diritto di poter stare al mio balcone a vedere il paesaggio mentre bevo il mio succo, anche se nel paesaggio rientrano cose normalmente più adatte a camere da letto.

Rimango. In fondo, stanno solo limonando.

I due stanno un tempo piuttosto prolungato a fare effusioni varie, tanto che ad un certo punto sono “costretto” a fare un refill di succo di frutta.
Ormai più divertito che altro da questa scena, allibisco quando vedo che i movimenti all’interno dell’auto si fanno un po’ più… “strani”.

Passiamo all’azione. Lui si tira un po’ indietro sul sedile, dando ANCORA più visibilità sulla scena all’intero palazzo… Lei si piega.
Io per poco non mi strozzo con il succo.

Purtroppo – o grazie al cielo – c’era il cruscotto a coprire (nemmeno troppo), ma per uno strano gioco di luci (e ce ne erano tante, direi) sulla camicia del tizio si vedevano perfettamente movimenti e sagome di TUTTO ciò che lei stava facendo.

Riassumiamo.
Queste persone hanno deciso di fare un sacco di cose porche.
Per farle, hanno scelto di andare in un parcheggio (scelta quasi sensata) invece che nella camporella – deserta per quanto potevo vedere – distante 200 mt da lì (scelta meno sensata).
Hanno scelto un parcheggio condominiale.
Hanno scelto un parcheggio PERFETTAMENTE ILLUMINATO.
Hanno scelto una giornata di Luna piena.
Hanno scelto di fare tutto ciò in una giornata estiva dove non è improbabile che la gente stia sul balcone, specie poco più tardi della mezzanotte.

Detto ciò, per chi non ha voglia di scendere in dettagli, passate alla prossima linea come questa nel post

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Ok, ormai era una questione di principio. Potevo sorvolare su una limonatona.
Ma sul pompino perfettamente visibile davanti ad un condominio intero, non potevo non guardare “con tanto di popcorn”.
A questo punto, il caldo all’interno dell’abitacolo si doveva essere fatto piuttosto insopportabile. I tizi almeno si erano premurati di tenere su i finestrini.
Ma ora li abbassano.
Mugolii e frasi di eccitazione pervadono il parcheggio… E non solo.
Ormai sono convinto della deficienza dei due.
La cosa – ovviamente – non dura poi troppo. Mi godo questa scena, per quanto si possano vedere i particolari di una cosa simile da 30 mt di distanza, con grande divertimento quando ad un certo punto rabbrividisco.
Momento bidet.
La ragazza, dopo essersi agitata in giro per l’auto, evidentemente non trova i fazzoletti.
Momento di genio… Accende la luce dell’auto.
Lei, con le tette di fuori. Lui, con qualcos’altro “in bella vista”.
Io devo tagliarmi le mani per non applaudire fragorosamente alla genialità della situazione. Trattengo a STENTO le risate.
Ovviamente ci si pulisce tutto il pulibile (allo sputazzo fuori dal finestrino da parte di lei mi viene un po’ da vomitare),

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carezze miste, ci si sistema e accendiamo la musica a un buon volume, come se non avessimo già dato visibilità sufficiente a tutto l’evento.
La ramanzina l’ho già scritta nel post omonimo, fate riferimento a quello per i contenuti più “pregni”.

Ah, certo che il balcone è proprio la mia fonte di ispirazione ideale per i post di ogni sera :D

4 thoughts on “Poche cazzate, insomma (pt. 2).

  1. Ciccio ha detto:

    SPETTACOLARE! :D E tu che ti lamenti pure… :D

  2. Coniglietta Bianca ha detto:

    Dovresti possedere anche un bellissimo zoom… la prossima volta fai tipo a Gardaland: gli fai la foto e gliela regali XD!!!

  3. Dag ha detto:

    Pffahahah lo sputo fuori dal finestrino è una finezza unica

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