Anni 2000

Anni 80
Anni 90
Anni 70

Come verranno chiamati questi anni?
Anni 2000 non è un granché. Anni zero è anche peggio.
Anni 2.0 potrebbe essere fico. Ma poco attinente.

Perché di questi anni se ne sono dette tante di cazzate, dalla “generazione Google” (o internet) a “i primi del futuro” (mmmmh) ma non mi importa nulla di queste denominazioni.
Voglio sapere come ci si riferirà ai primi 10 anni del millennio.
2001-2011.

Più che altro mi metterò a piangere quando sentirò qualcuno dire “va questa roba com’è anni 2000” come noi potremmo dire “va questa roba com’è anni 70”.
Un po’ come potremmo dire riferendoci a questo video.

Che cazzo stavo dicendo?

NO ZONES!
STAY OUT OF THE NO ZONES!!

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Poche cazzate, insomma (pt. 2).

Detto anche “Le auto cangurine (pt. 2)”.
Il ritorno dello post, insomma.

Io vorrei evitare di essere volgare. Almeno, vorrei evitare di scrivere certe cose qui.
Però porca vacca.

Come ogni sera, vado al balcone che da’ sui campi davanti casa per bermi un bel bicchiere di succo di frutta, magari mangiando qualche cosa assieme. Appena esco dalla porta finestra della cucina – la tapparella era mezza abbassata, non so come mai – mi accorgo che il cielo è illuminato quasi a giorno. La Luna (piena o quasi) si staglia nel cielo, rendendo visibile ogni cosa praticamente a vista d’occhio.
Uno spettacolo stupendo.
Sorseggio un po’ il succo di frutta mentre ammiro il paesaggio illuminato dalla argentea luce della Luna, quando il mio sguardo viene attirato dalle auto nel parcheggio davanti casa. Anzi. Da un’auto.

Sorrido. Il parcheggio davanti casa è male illuminato di notte (con mia somma gioia, visto che ciò riduce drasticamente l’inquinamento luminoso)… Fatta eccezione per un paio di posti auto con una gigantesca luce davanti (ad occhio quasi 1 mW di alogena) che fa vedere anche i granelli di polvere per terra. SOLO ED ESCLUSIVAMENTE quei due posti auto.

L’auto che aveva catturato la mia attenzione era esattamente SOTTO quel riflettore da stadio. Completamente visibili, illuminati a giorno da Luna e luce artificiale, in questa specie di Pegiò 206 – ma più grossa – blu metallizzata, c’è l’UNICA coppia di tutto il parcheggio condomini a fare le zozzate.
Perfettamente visibili dalle 3 scale del mio stabile.
42 appartamenti con vista PERFETTA su questi tizi.

Rimango molto divertito da come questi due poveri giovini sono completamente ignari di come ci siano più persone (e ve lo posso assicurare che c’erano altri, visto che ho sentito voci e rumori provenire dai balconi vicini) ad osservare il loro piccolo spettacolino hard.

Io sono tentato di andare via… Insomma, va bene tutto, ma saranno anche cazzacci loro.

Ma anche no! Ho il diritto di poter stare al mio balcone a vedere il paesaggio mentre bevo il mio succo, anche se nel paesaggio rientrano cose normalmente più adatte a camere da letto.

Rimango. In fondo, stanno solo limonando.

I due stanno un tempo piuttosto prolungato a fare effusioni varie, tanto che ad un certo punto sono “costretto” a fare un refill di succo di frutta.
Ormai più divertito che altro da questa scena, allibisco quando vedo che i movimenti all’interno dell’auto si fanno un po’ più… “strani”.

Passiamo all’azione. Lui si tira un po’ indietro sul sedile, dando ANCORA più visibilità sulla scena all’intero palazzo… Lei si piega.
Io per poco non mi strozzo con il succo.

Purtroppo – o grazie al cielo – c’era il cruscotto a coprire (nemmeno troppo), ma per uno strano gioco di luci (e ce ne erano tante, direi) sulla camicia del tizio si vedevano perfettamente movimenti e sagome di TUTTO ciò che lei stava facendo.

Riassumiamo.
Queste persone hanno deciso di fare un sacco di cose porche.
Per farle, hanno scelto di andare in un parcheggio (scelta quasi sensata) invece che nella camporella – deserta per quanto potevo vedere – distante 200 mt da lì (scelta meno sensata).
Hanno scelto un parcheggio condominiale.
Hanno scelto un parcheggio PERFETTAMENTE ILLUMINATO.
Hanno scelto una giornata di Luna piena.
Hanno scelto di fare tutto ciò in una giornata estiva dove non è improbabile che la gente stia sul balcone, specie poco più tardi della mezzanotte.

Detto ciò, per chi non ha voglia di scendere in dettagli, passate alla prossima linea come questa nel post

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Ok, ormai era una questione di principio. Potevo sorvolare su una limonatona.
Ma sul pompino perfettamente visibile davanti ad un condominio intero, non potevo non guardare “con tanto di popcorn”.
A questo punto, il caldo all’interno dell’abitacolo si doveva essere fatto piuttosto insopportabile. I tizi almeno si erano premurati di tenere su i finestrini.
Ma ora li abbassano.
Mugolii e frasi di eccitazione pervadono il parcheggio… E non solo.
Ormai sono convinto della deficienza dei due.
La cosa – ovviamente – non dura poi troppo. Mi godo questa scena, per quanto si possano vedere i particolari di una cosa simile da 30 mt di distanza, con grande divertimento quando ad un certo punto rabbrividisco.
Momento bidet.
La ragazza, dopo essersi agitata in giro per l’auto, evidentemente non trova i fazzoletti.
Momento di genio… Accende la luce dell’auto.
Lei, con le tette di fuori. Lui, con qualcos’altro “in bella vista”.
Io devo tagliarmi le mani per non applaudire fragorosamente alla genialità della situazione. Trattengo a STENTO le risate.
Ovviamente ci si pulisce tutto il pulibile (allo sputazzo fuori dal finestrino da parte di lei mi viene un po’ da vomitare),

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carezze miste, ci si sistema e accendiamo la musica a un buon volume, come se non avessimo già dato visibilità sufficiente a tutto l’evento.
La ramanzina l’ho già scritta nel post omonimo, fate riferimento a quello per i contenuti più “pregni”.

Ah, certo che il balcone è proprio la mia fonte di ispirazione ideale per i post di ogni sera :D

*Muto*

Non sono uno di quelli che guarda molto la tv. Anzi, a dire il vero ormai quando voglio vedermi un film vado al cinema\lo scarico, quando devo vedermi un telefilm mi compro il box dvd\lo scarico… Ora che non ci sono nemmeno i Simpson o Lost da vedere, ho perso davvero interesse nello scatolotto rincitrullente.

Però devo dire che in passato passavo molto di più davanti alla TV, in quanto c’era solo un computer in casa e mentre facevo gli scarsi compiti assegnati la TV in sottofondo era d’obbligo.
Ho imparato un gioco divertentissimo.

Appena arriva la pubblicità, si mette il muto. E si guarda la pubblicità senza l’audio.
Ci si rende conto di cosa ci propinano.
Allucinante.
Nel tempo con questo metodo ho capito quali sono i fondi di imbecillità che si raggiungono nella produzione degli spot; uno dei peggiori da vedere senza audio era quello delle Tic Tac con la Hunziker che ballava. Tolto l’audio era una delle cose più INQUIETANTI da me viste sul teleschermo.

Sì lo so, è un gioco cretino.
Ma è meglio di fare a gara a chi incolonna più auto possibili dietro di se nelle strade di campagna. Forse.
Viva Moghidoro.

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Mil’ano

Devo dire che mi fa impazzire Milano.
La bella vita, la capitale della moda, le serate, l’eppi auar, l’eppi ipp, l’eppi droga party…
E poi a fine Luglio sono tutti a scappare.

Che inutilità.

But, Hey! It’s a GAS!

Gear.
Aquisition.
Syndrome.

Che sia riconosciuta o meno, lei esiste. E ti aspetta.
Si attacca a te, come una malattia venerea. Cova nelle tue interiora le sue brame.
Non la si può sconfiggere… La si può solo allontanare temporaneamente.

Alcuni campi sono più vulnerabili di altri. Musica e tecnologia probabilmente sono quelli più a rischio di tutti.
Ma non credere. Ogni hobby è a rischio GAS.
VUOI. Credi di poter sedare per sempre questo VUOI ma prima o poi torna, quando meno tel’aspetti: quando sei più vulnerabile.
Momento triste, momento di paga, momento di distrazione. Ecco quando colpisce.

C’è chi la camuffa con ridicole motivazioni come “è per lavoro…” o “non lo uso solo io…” oppure “mi serviva proprio…”. Inutile sfuggire.

Hey. It’s a GAS!

(Dimenticavo: più lucette ha, più stategli alla larga. Potrebbe entrarvi in casa senza che manco ve ne accorgiate.)

“Insicuro”

Più di una volta ho voluto ben chiarire ciò che cosa questo blog NON è: un diario.
Questo blog vuole essere il posto dove scrivo esattamente ciò che voglio scrivere.
Non una parola di più, non una di meno. Cioè, una di meno solo quando ho sonno. Ma qui non ci sono santi che tengano, per nessun motivo io devio da ciò che ho esattamente in mente di scrivere.
Non importa che possa essere sgarbato a qualcuno ciò che scrivo.
Non importa che a nessuno importi ciò che scrivo.
Non importa che mi porti ad avere 12mila visite giornaliere qui o che porti ad avere questo sito deserto.
Per me potrei stare scrivendo da 16 mesi per l’anima del cazzo e probabilmente non mi sarebbe cambiato praticamente nulla.

Per cui se ora volessi scrivere di quel cazzo che mi è successo nella giornata, anche se sarebbe da “diario”, non sarebbe nulla di più e nulla di meno di ciò che mi girerebbe di mettere su queste pagine oggi. Ma se lo scrivo, e mi si fulmini il pisello in questo momento se non fosse vero, un motivo C’È.

Mettiamo il caso che ora volessi tirare giù 11 pagine di insulti ad un certo esaminatore perché ieri sono stato segato alla pratica della patente perché a sua detta sono “insicuro”, nonostante oggi stesso mi sia fatto una 50ina di chilometri di autostrada “per gradire” e il mio problema sarebbe stato CASOMAI di arrivare troppo sicuro di me.
Ora, mettiamo il caso che scriva ciò. Come, in un certo senso, ho scritto ieri.
Se si vuole leggere scazzato si può intendere come un “fanculo, mi hanno bocciato alla patente”.
Altrimenti si potrebbe, buffamente, leggere “ci sono occasioni in cui non è la nostra effettiva abilità a contare, ma tutta una altra serie di fattori totalmente indipendenti dalle nostre capacità.”

Pensate che me ne fregherebbe qualcosa di mettere i fatti miei su una pagina web per l’anima del pene?
O magari ho qualche interesse che va OLTRE ciò?

L’avevo messo in chiaro in passato, ma voglio che ora sia più chiaro che mai.

Detto ciò, mi scuso con i lettori se in questi giorni (leggasi: dal 21 al 25) sono stato un po’ discontinuo, sono successe un po’ troppe cosite che mi hanno distolto dai miei impegni più cari. Effettivamente, in questi tempi sta succedendo un po’ troppo spesso.