ManHunt 2

Ok, ok. Non sono solito parlare di fatti di cronaca.
Però succede proprio in questi giorni che la BBFC, l’organismo di controllo e classificazione per contenuti multimediali inglese, ha deciso di fare una cosa che non ritenevo possibile nell’anno 2007.

Dopo una attenta analisi queste persone hanno allegramente fatto censura di un videogioco ritenuto troppo violento.
La cosa non succedeva dall’anno 1997, quando altri signori in giacca e cravatta hanno deciso che un gioiello di violenza dell’epoca, Carmageddon, non fosse adatto al pubblico.

Non giocherò MAI quel gioco. ManHunt 2, intendo… Carmageddon eccome se l’ho giocato P:
Non è gioco che fa per me.

Però porca zozza.
Mi fa STRAincazzare che in una società civile un gruppo estremamente ristretto di persone può decidere che cosa MILIONI di persone possono vedere o non vedere.
Nemmeno un rating 18+, nemmeno.
BANDITO.

Anno 2007, che cazzo mi significa

BANDITO?!?

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9 thoughts on “ManHunt 2

  1. darionescu ha detto:

    Io trovo un gran progresso nel bandire un gioco del genere. Ho letto la storia ed è terribile… pensa un ragazzino di 16 anni con in mano quel gioco…O chi lo compra presenta la carta di identità oppure è giusto così.

  2. Salvatore ha detto:

    Il problema è leggermente più complesso.
    Ci sono determinate categorie di prodotti su cui è possibile inserire restrizioni di età. Ad esempio posso fare un film VM18, un giornale o un fumetto VM18; non posso, ad esempio, fare una bicicletta VM18, o una pera VM18.
    A differenza dell’America, l’Europa in generale non considera i videogiochi (e i giochi in genere) come un prodotto su cui applicare restrizioni di età (i vari rating sono solo suggerimenti). Questo porta a tutta una serie di conseguenze; ad esempio sui film, se si tratta di un VM18, ci sono delle norme da seguire per il venditore su dove piazzarli, come controllare l’identità, e responsabilità nel caso non lo faccia.
    Per i videogiochi tutto questo (ancora) non c’è; quindi se un gioco non è ritenuto adatto ad un pubblico di minorenni non c’è modo di metterlo in commercio.
    L’unica eccezione sono i videogiochi pornografici (i cosidetti XXX), che essendo equiparati a materiale pornografico hanno una gestione diversa.

    Tra parentesi, il gruppo ristretto di persone di cui sopra sono stati eletti dai rappresentanti del popolo. Il fatto che poche persone elette possano decidere per tutti è il punto fondamentale della democrazia :D.

  3. Amidee ha detto:

    a)
    Teoricamente il rating 18+ servirebbe a far sì che il compratore minorenne si attacca al cazzo se vuole giocare (legalmente) al gioco troppo violento.
    Ma d’altronde, in una nazione dove ci sono 100 (dico CENTO) Sex Shop autorizzati a vendere materiale pornografico spinto, da tanto è bandita la pornografia… Cosa ci si può aspettare? Un provvedimento serio?

    b)
    Pensa ad un ragazzino di 16 anni con in mano quel gioco?
    Tu hai idea di cosa abbia giocato IO quando ne avevo OTTO di anni? :D
    La rete è piena zeppa di persone che hanno giocato ad ogni genere di gioco schifosamente e insensatamente violento e non mi sembra che, a parte pochi casi isolati, nessuno abbia mai fatto strage di nessuno.
    Come diceva Tim Buckley…
    http://www.ctrlaltdel-online.com/comic.php?d=20051012
    (ultimo pannello)

  4. Dag ha detto:

    Concordo con amid00, perché è un discorso che si applica a tutto il materiale censurato: film, musica, siti… il matto che esce di casa e spara è un prodotto di un’educazione e di un ambiente che non gli hanno mai permesso di distinguere tra bene e male, non è certo causato da una subdola influenza maligna diventata codice per un videogheims. Io pure giocavo a Carmageddon e a Quarantine, vedevo Rambo e il wrestling ma finché c’era sempre qualcuno (v. i miei genitori) a spiegarmi che
    a) quelle cose non erano vere e
    b) quelle cose non si dovevano fare
    la mia infanzia è andata avanti tranquilla e felice. Dare la colpa a videogiochi e cartoni animati violenti è il più basso degli escamotage che una mentalità bravissima ad auto-assolversi in toto possa utilizzare.
    Resta comunque il fatto che in tutti i prodotti artistici (se vogliamo anche includere i videogheims) dovrebbero avere un pochino di “buon gusto”. Non penso che, se anche la mentalità di cui sopra fosse completamente debellata, trasmetterebbero su Italia 1 dopo Conan un film in cui l’eroe è un pedofilo eroinomane “che comunque le famiglie educano bene i figli”.

  5. darionescu ha detto:

    Vabeh avete ragione; affidiamoci al buon senso dei genitori.

  6. enrico ha detto:

    Ho visto solo alcune immagini del gioco. Ammetto che questi tipi non mi piacciono assolutamente. Sono un padre all’antica. Credo che il problema sia anche un altro. Su una cassetta, un giornale, un pacchetto di sigarette, un film puoi mettere il limite di età. Poi arriva un ragazzino di 12 anni e compra tutto.

  7. paulkh ha detto:

    scommetto che prima o poi sul corriere prenderanno questo blog come fonte di informazione su “cosa ne pensano i ragazzi” :D

  8. paulkh ha detto:

    come risposta ad enrico direi: sono i padri che devono insegnare ai figli cosa comprare e cosa no (e soprattutto: perche’ no e perche’ gli altri lo fanno nel caso delle sigarette)…

  9. stefano ha detto:

    e tutta una bufala censura bisognerebbe censurare altre cose be purtroppo solo nel nostro paese succedono certe idiozie i minori sono svegli sono i genitori che devono tutelare i figli

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