L’aspetto tremendo dell’esser figlio mantenuto

Esser mantenuto è stupendo sotto molti punti di vista. Non bisogna stare nemmeno ad elencare i punti per cui è una “pacchia”, tutti sanno benissimo tutto.
Insomma, finché i rapporti con i familiari vanno bene, non si hanno preoccupazioni di alcun genere per quanto riguarda gli aspetti “grossi” della vita.

La cosa in assoluto migliore è che uno può dedicarsi allo studio in santa pace, al contrario dell’ammmerica tanto osannata, in modo tale che la sua mente possa concentrarsi il più possibile unicamente sulla sua formazione. Insomma, se uno ha da andare al mattino in università e al pomeriggio a lavorare… Studiare poi viene proprio male o comunque viene decisamente peggio di come uno potrebbe fare se non avesse pure da guadagnarsi (e prepararsi) la pagnotta.

Ma è proprio questa sicurezza economica che onestamente più mi brucia.
Perché è sì sicurezza, ma è anche completa dipendenza.
Dal genitore vengono “concessi” un tot di € ogni settimana oppure ogni mese (e qui capisco i genitori di chi queste regolari concessioni non le ha quasi mai viste)… Ma questi soldi non sono del figlio, sono del genitore usati dal figlio.
Che poi i figli sciamannati li usino per comprarsi le sigarette è perché se ne fregano dell’autorità dei genitori…
Personalmente, a me scazza usare i soldi che mi vengono dati anche solo per comprarmi le M&M’s. È come se buttassi nel cesso € della famglia. Poi in realtà a mia madre importa quasi nulla di come uso i dineiri…
Ma se io voglio uscire almeno in parte da questa sicurezza economica è solo e unicamente per potermi permettere le cose anche solo minimamente non necessarie senza intaccare il capitale familiare.

Anche per €0.60!

….

Ma io che cazzo di problemi mi faccio?!!?!?!?!?!??

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2 thoughts on “L’aspetto tremendo dell’esser figlio mantenuto

  1. Dag ha detto:

    Non è un problema idiota, ma tu pensa che una famiglia ha il dovere di mantenere il figlio (se no che figli a fare?) e il metro di “riuscita” di una persona come membro della famiglia è anche il fatto che riesca a mantenere un figlio.

    Naturalmente sarebbe molto più “formativo” per una persona iniziare a lavorare e a guadagnarsi il pane da solo, avrebbe molte più responsabilità e molti più sacrifici che lo farebbero crescere prima nel mondo, e non entro le 4 mura protette della casa. Ma se tu fossi un padre dubito che manderesti tuo figlio fuori di casa a calci nel culo perché è ora che si dia da fare. Dopotutto lavori per mantenerlo tuo figlio finché non diventa autosufficiente.

    Io parlo da mantenuto fuori sede, che significa una grossa spesa da parte dei miei genitori, ma anche una grossa responsabilità da parte mia: nel fare delle scelte oculate nelle spese, nel risparmiare, cioè per sommi capi per gestire bene questi soldi, ma anche e soprattutto per studiare come si deve e laurearmi in modo tale che l’investimento dei miei frutti qualcosa a me. E magari anche a loro (questo perché quando potrò restituirò loro i soldi che hanno speso).

    In fondo essere mantenuti non è “sbagliato”, è essere viziati e senza responsabilità che è dannoso. La completa dipendenza è necessaria perché comunque i soldi che la tua famiglia ha messo da parte servono a quello. Lavorare e studiare è praticamente improponibile – buon per chi ci riesce, io non potrei – anche se significa la completa indipendenza.

  2. Marghe ha detto:

    Non così strano che tu ti faccia questi problemi.
    Ricordo la mia indipendenza parziale a 17 anni, quando lavoravo in un negozio di fumetti, promuovendo tessere di dragonball tramite il mio sito allora famoso.
    Ricordo che ogni settimana andavo a riskuotere e potevo permettermi delle cose per cui mia madre mi avrebbe fatto storie (ideologicamente, non economicamente), tipo le mie amate collezioni.
    Per il tipo particolare di formazione che ho scelto non potrei lavorare, almeno non laureandomi in tempo. Ci sono 10 ore di frequenza giornaliera, dovrei lavorare di notte e nel weekend, e quando studio, soprattutto quando cazzeggio?
    Inoltre io stando fuori casa, se lavorassi no mi ripagherei niente, visto che alle esose tasse universitarie si aggiungono affitti e stronzate varie.
    E per quanto possa io fare “economia”, milano è una città cara almeno 8 volte in piu’ di quella da cui provengo.
    Se fai ingegneria, o architettura, o medicina, o farmacia… dimenticati di lavorare e laurearti in breve, a meno che tu non sia un genio o non faccia uso di cocaina.

    Di solito quando parlo con persone che non hanno fatto l’università su internet loro dicono “ma a 23 ancora non lavori?”.
    Però ne ho sentiti anche molti che si sono pentiti, sia di interrpompere gli studi, sia di fare le due cose contemporaneamente.

    Quindi la mia conclusione, quella che voglio trasmetterti, è che la cosa migliore che puoi fare per tua madre è far fruttare i soldi che non “ti regala” ma “investe su di te”.
    Vedili come un investimento per un tuo futuro migliore, che tu le ripaghi “moralmente” diventando un buon professionista o anche “materialmente” con aiuti quando lavorerai e lei sarà in pensione.
    Se lavorassi mentre studi, renderesti meno incisivo il suo investimento, a meno che non sia proprio lei a chiedertelo per problemi economici, ma non mi pare sia questo il tuo caso.

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