Pulsazione Mondiale

Anche se può sembrare che a prima vista mi sia lasciato influenzare dal film “Number 23” con un Carrey flashato ossessionato dal numero 23… non è così P:

Discutendo con un mio amico su questioni tecnologiche, sono finito a riflettere su una cosa.

Insomma, viene fuori che per un’invenzione il tempo minimo tra il venire fatta e il venire applicata proficuamente è di una generazione. Questo è abbastanza noto: insomma, 20 anni sono un tempo ragionevole per il processo evolutivo di un’invenzione.

Eppure, a guardare un po’, il tempo di una generazione è più del tempo di un’invenzione.
È una sorta di… metronomo del mondo.

È come se tra una generazione e la successiva ci sia sempre quella voglia di staccare con il passato che caratterizza un momento di rivoluzione.
Ora come ora sono un po’ stanco e come esempi mi vengono solo eventi come il tempo tra una guerra mondiale e l’altra, ma nella discussione ne erano venuti ben di più P:

Scaaaary

1785, cosa vuol dire il 2007

1994: Il sig. Apple butta sul mercato un “semplice” prodotto, dopo 20 anni di sperimentazioni visti da Kodak & Co. precedenti. Si chiama Apple QuickTake 100 Camera.
Teneva 8 foto a 640×480 (che, per la cronaca, sono 0.3 MegaPixel).
E pesava 450 gr.
Grooossa. Ma bella.
£535 di costo. Taaaanto.

2007. Cosa vuol dire 2007?

Vuol dire 1785. 1785 foto (che sono destinate a diventare 2000+ a breve, per poi arrivare a più di 3000 in tempo un mese o poco più) per una settimana di cavanza.
7 giorni, scarsi, di viaggio in olanda significano quasi due giga di foto.

Vuol dire che quando si dice “oh, poi te le passo le foto” significa che LE FOTO TE LE PASSO, con una chiavetta usb o via internet. Quante volte l’abbiamo detto che avremmo passato i negativi ma poi non si è mai fatto un cazzo?

Ecco cosa vuol dire. Vuol dire che tra 50 anni per far vedere le foto di una vacanza fatta nel 2007 a mio nipote, potrò semplicemente aprire l’iPhoto che avremo nel 2057.

Moshtruoso.

Allivedeicci

La cosa peggiore del viaggio secondo me è la preparazione.
Specie se hai una madre che ti tempesta di promemoria. Certo, lo fa per il tuo bene.
Però diciamo che tendi a dimenticarti più roba con una persona che continua a ricordarti roba che hai già messo in valigia che se non ci fosse nessuno P:
Per cui diventa un’agonia preparare tutto… Sei CERTO che ti dimenticherai qualcosa P:

Vabé ragazzi. Questo che vado a fare è un viaggio, non una vacanza.
Viaggio è quando si torna più stanchi di quando si è partiti, vacanza è quando ti fai 4 giorni a dormire dopo il viaggio.

Spero solo di fare tante, tante, tante belle foto.

Allivedecci…

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Timore

Ormai sono piuttosto abituato a viaggiare in giro; sono stato in posti anche piuttosto… “bizzarri”.
Eppure ancora adesso vengo preso da un oserei definire curioso senso di inquietudine quando mi si parla di andare in Olanda per una settimana.

Un piccolo timore, di andare a vivere in un luogo esterno per anche solo pochi giorni, come se fosse una invasione della tanto inutile “privacy”. Dormire in un letto che non è il mio è la parte che più mi irrita di un viaggio (che per il resto può anche essere stupendo, nota bene).

A me piace moltissimo viaggiare. Potrei partire domani stesso per andare a visitare di nuovo l’India, andare in Malesia senza nemmeno sapere quali luoghi andare a visitare o andare nel mezzo della Cina senza manco una guida…

Ma questo senso di timore ho l’impressione che non riuscirò mai a toglierlo…

Scuse…?!?!!

Il bello di avere un blog che va avanti da un tot è che puoi permetterti di fare i post “un anno dopo”
Un anno fa avevo fatto un post di scuse.
Ebbene, come sono progredito in questo tempo?
Non male.
Come ci si può immaginare ho “riparato” molti casini con molte persone e ovviamente alcune sono andate formandosi.
Eppure… Non tutto è andato a posto o sono cose nuove.
Riguardando il post posso essere felice di aver messo a posto molte cose per esempio con il mio amico Mattia (con cui peraltro ancora bisticcio, ma è un bisticciare moooooolto più rilassato), posso essere felice di aver meno problemi con le persone che mi stanno accanto.
Ma nonostante ciò, non riesco a non notare che con alcune persone invece la cosa è degenerata in maniera colossale.
Tanto che con alcuni quasi non parlo più.
E alcune persone sono proprio scomparse dalla mia vita.

Posso essere contento quanto voglio per le cose belle che sono riuscito a fare per tutti, ma sono a dannarmi per tutti quelli con cui non sono riuscito a ripristinare un rapporto decente.

Le mie scuse quest’anno vanno a tutte queste persone.

Il mio odio

Dire di odiare qualcuno è sempre una cosa molto pesante…
Ma mi sono accorto di una cosa. Spero che valga anche per voi, perché potrebbe essere la volta che cominciate a guardare il mondo in un’ottica diversa (e grazie a me!).

L’odio che provo, quando lo provo, per quanto sia vero o semplice incazzatura… non è odio.
È amarezza.
È amarezza perché non posso andare d’accordo con quella persona, perché non riesco a fare questa cosa nel modo giusto. E questo odio è proporzionato alla mia possibilità di cambiare le cose.
Se io ho un pessimo rapporto con la mia compagna di classe Alice, io la detesto per nessun altro motivo tranne che io non riesco a farmi accettare da questa persona. E così è per tutti gli altri (ormai pochi, grazie al cielo) con cui non riesco a gestire i rapporti umani in maniera pacifica.
Ogni incazzatura, ogni momento infelice è dovuto a questo fatto.
Almeno per me.
E sono felice di essermene reso conto, perché cambia molto il modo con cui uno affronta i problemi P: