Buone intenzioni di mercato

“La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”
– Carl Marx 

Il motivo per cui ogni tanto mi viene in mente che potrei darmi all’economia è che mi viene voglia di poter dimostrare che si può fare una vita lavorando con i soldi senza lucrare sulle disgrazie altrui o senza considerare gli altri come dei portafogli ambulanti.

Nel secondo in cui penso ciò, mi rendo conto che è questo è l’esatto motivo per cui io non avrei successo in qualsiasi campo che abbia a che fare con maneggiare, speculare, investire eccetera per fare soldi.

Eppure non riesco a farmene una ragione. So che è impossibile per il mercato non considerare le persone come portafogli da cui prelevare i soldi nelle maniere più astruse.

Una legge di mercato fondamentale è: il prezzo di un bene non è determinato unicamente dal suo reale valore ma soprattutto da quanto il cliente è disposto a pagare per tale bene.
Un iPod costa 10 al signor Apple, eppure ce lo fanno pagare 299 senza manco l’alimentatore. Un BlackBerry costa 1 € a dir tanto al produttore, ma lo fa pagare 400\500€.

Ogni tanto ci penso e mi dico “se facessi una azienda nel settore X e tenessi i miei margini di guadagno al minimo pur di non fregare i miei clienti, pur di fare una concorrenza spietata… Non contribuirei a migliorare di uno 0.000000000000(omissis)1% il mondo?”

No, non posso. Però spero che un giorno non ci sarà più bisogno di pensare certe cose.

Le ricerche assurde di Google che hanno portato al mio blog oggi sono state…

emancipazione d’oggi
ultraviolet foto capodanno 2006
ecdl inutile
immagini di pokèmon
urban golf
io rompere tu foto
ci sono dei giorni+testo canzone
scritte nomi belli
frasi bad boys inglese
power ranger immagini colorate
immagini di mucche e tori per desktop
foto di ragazze vestite da babbo natale
DONNE FATTE PER AMARE
cosa si fa quando ti lascia la ragazza? (Federica!!!!)
amidee culo l’ha preso nel culo!  (!!!?!!?)
radice settima
MSN caratteri strani per il nick (ARGH, maledetto)
frasi carine da dire tutti i giorni
FRASI CHE FANNO INNAMORARE LE DONNE
COME TIRARE SU DI MORALE AMICA

 

 

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5 thoughts on “Buone intenzioni di mercato

  1. Salvatore ha detto:

    Beh ora non esageriamo :).
    Il disco fisso dell’iPod (facciamo 30 GB) costa in stock grossi sui 30 euro, i due processori portal player (quello per il video è dedicato) costano sui 25 euro, etc etc.

    Il costo totale di un iPod che Apple vende sui 299 euro sarà sui 100 euro, a cui vanno aggiunti i costi di ricerca e sviluppo (che nel caso di Apple sono molto alti) e quelli di distribuzione.

    In media (dipende se lo compri in negozio, sullo store, etc) si “mettono in tasca” un 20-25% del costo.

    Su altre cose Apple ha margini bassissimi. Ad esempio sui MacBook al momento del lancio il margine Apple era sul 10%.

    Purtroppo le aziende grandi hanno tanti tanti tantissimi costi, e questo senza contare le tasse che debbono pagare (mi spavento a vedere quelle che pago io, figurati Apple!), e che ovviamente si riflettono sul cliente.

    Parliamo di elettronica di consumo, non di vestiti alla moda dove c’è un ricarico del 100% solo da parte del venditore finale :).

    Per concludere, se facessi l’azienda che dici tu, e tenessi ad esempio i margini a zero, creeresti un sacco di disoccupazione, e verresti denunciato per concorrenza sleale :).

  2. axelmanhattan ha detto:

    credo che il grosso del problema sia nel fatto che la merce viene trasportata per chilometri e passa per molte mani e viene venduta in negozi dall’affitto costoso. E in tutto questo ognuno vuole guadagnarci, ovviamente.
    Credo che alla fine faccia tutto parte delle regole del gioco del mercato, bisgnerebbe dare una sistemata a quelle… però non so…
    AF

  3. Ciop ha detto:

    Ma che stai dicendo antò? Cambiare cosa? :| Dove sta il problema?
    Ovviamente il fatto che il mercato funzioni così e “lo sfruttare delle persone come portafogli” non sono collegati…

  4. axelmanhattan ha detto:

    mmh… Ne siamo così sicuri? Non mi sembra una certezza assoluta… Una società è ritenuta al massimo del suo potenziale quando riesce a trarre il massimo del profitto con il minimo della spesa, non quando il suo prodotto raggiunge il massimo qualitativo del mercato. E’ ovvio che con una mentalità del genere il compratore medio è visto come una fonte di sostentamento (e quindi come un portafogli da spremere).

  5. Luca Ciop ha detto:

    Il problema è che voi siete convinti che siano le aziende produttrici, a trattare le persone come portafogli, quando in realtà il settore che sfrutta le persone è quello commerciale, non quello produttivo.
    Mi spiego meglio, sfruttano molto più le persone i vari mediaworld, trony etc… che fanno delle politiche commerciali pessime ma da cui la gente va unicamente per risparmiare 20€ su un iPod e su un disco rigido.
    L’azienda produce, poi sta al consumatore decidere di acquistare o no, mentre sul settore commerciale la cosa si fa molto più complicata: se i negozi specializzati (qualcuno è così vecchio da ricordare i negozi che vendevano solo videogiochi?) chiudono perché tutti vogliono risparmiare 5 euro e farsi trattare a pesci in faccia da un commesso sottopagato, fare 20 minuti di fila in cassa e altri 20 nel parcheggio del centro commerciale, la possibilità di scegliere sparisce, e non c’è proprio più scelta.

    Ricordatevi: sono i commerciali che ti vedono come un borsellino, non quelli del settore produttivo. Che poi ci siano i commerciali anche in azienda è un altro discorso. :D

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