La maturazione di un’arte.

Me ne sono reso conto, c’è un punto oltre il quale ogni arte non va. Nel senso, non ha più nulla da dire finché non arriva un minimo di progresso tecnologico che gli permette di fare qualcosa in più.

Per esempio: la pittura. Si parte con i graffiti… i graffiti da fare prima o poi finiscono, e c’è un limite a quello che riesci a fare con una pietra sporca. Poi si va avanti, si passa al mosaico… Si fanno tutti i mosaici possibili e ad un certo punto si parte con le prime pitture… si scoprono tutte le tecniche di pittura, si scopre la prospettiva, si sperimenta, ma ad un certo punto si è praticamente fatto tutto.
Si arriva a sperimentazioni assurde, l’astrattismo,  il cubismo… E l’unico passo successivo arriva con l’avvento dei computer, l’arte digitale, i frattali…  Ma è praticamente matura, le scoperte, le innovazioni che si possono fare sono poche!

Pigliamo qualcosa di un pochino più futile: i videogiochi. Parti con una palla che rimbalza tra due lati di uno schermo e 34 anni dopo siamo ai primi abbozzi di fotorealismo con gente che va in giro sparando con le armi più impossibili.
Di mezzo, tutte le possibili variazioni sul tema.
E ora tutti senza idee. Perché? Perché siamo arrivati in fondo… È un’arte partita da zero, come se fossero stati i graffiti… ma ha avuto la possibilità tecnologica di evolvere in maniera estremamente più rapida.

Ci si chiede quindi… esisterà un limite all’arte?
Quando la tecnologia non potrà più andare avanti… l’arte si fermerà?

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6 thoughts on “La maturazione di un’arte.

  1. Salvatore ha detto:

    L’evoluzione delle arti e delle scienze, a parte durante i loro “primi” anni o in coincidenza con le rivoluzioni, è un processo che dura decenni, se non centinaia di anni.
    Non è che dai graffiti alla pittura rinascimentale siano passati 10 anni :). Probabilmente tutte queste arti continueranno ad evolversi, semplicemente ci vorrà più tempo.
    Prendi la musica: un brano degli anni ’60 è paragonabile ad un brano di oggi? E un brano dell’800?
    Parlando dei videogiochi: non mi sembra che il mercato dei videogiochi sia stagnante. Proprio di recente c’è stata la nascita dei MMORPG, e con il Nintendo DS si è iniziato un trend molto particolare che ha portato alla nascita di nuovi paradigmi.
    Possono piacere o meno (io personalmente non sopporto i giochi dove vai in giro a sparare gente ondeggiando come se fossi su una zattera), ma si tratta comunque di innovazioni.
    Questo in pochi anni.
    Purtroppo il mondo dei videogiochi è fortemente legato all’informatica e alla tecnologia, scienze ancora agli inizi del loro ciclo vitale (basta vedere quanto velocemente si evolvono).
    Tagliando corto: le evoluzioni si vedono nel corso delle decine di anni, non da un giorno all’altro. Non lasciarti fuorviare dall’evoluzione dell’informatica: cresce velocemente, ma solo perché è un neonato tra la scienze :).
    Quando diventerà matura come il sottoscritto comincerà anche lei a rallentare un pochino e a contare gli anni a 5 a cinque :P.

  2. Salvatore ha detto:

    Ah, i frattali sono più evoluzioni della matematica che della pittura, a parte qualche caso sporadico.
    L’evoluzione delle forme d’arte pittoriche è da ricercarsi oggi nella fotografia e nell’illustrazione, anche loro in continua evoluzione :).

  3. Aleck ha detto:

    Penso che l’arte sia strettamente collegata alla tecnologia sì, ma non in toto, senza l’estro umano non ci sarebbe sperimentazione, o semplicemente la scoperta di nuove tecniche artistiche.
    In definitiva la tecnologia è sì, una aspetto fondamentale della ricerca del “nuovo” ma il tutto prende piede solo dal cervello umano, da quello che la mente ci permette di pensare e/o fare.

  4. Amidee ha detto:

    Salvatore, ci sono comunque limiti a tutto. Nulla è infinito!
    Per esempio nell’arte, ora come ora potremmo (basterebbe solo tanta pazienza) dipingere o fare in 3d una copia perfetta di una scena reale. Così perfetta che si può facilmente ingannare l’occhio umano.
    Bene, questo è stato per millenni l’obbiettivo dell’uomo nella pittura, rappresentare la realtà nella maniera più perfetta possibile. Studi anatomici, matematici & co.
    Ma ora? Ora è finita, l’arte classica ha smesso di poter andare avanti. O comunque ha così poco da dire che si può appunto dichiarare conclusa.
    Finita la realtà allora ci si sposta nell’irrealtà, si passa all’arte moderna. Ma anche rappresentare l’irrealtà ha i suoi limiti, anche nell’assurdo c’è un punto oltre al quale non ha più senso continuare. Oltre al quale le idee finiscono, insomma.

    Ogni arte rallenta sempre di più le sue scoperte, proprio perché secondo me dopo un po’ c’è un limite, quello della mente umana, che non può venire superato. E allora Aleck, è proprio il nostro cervello a porre questo limite. Sono le nostre possibilità.

    Mi vieni a parlare di musica… becchi proprio male. Le note sono limitate, e le composizioni fattibili lo sono ancora di più. E dall’800 (o meglio, 1750 :D) a oggi le scoperte musicali sono state così poche che tutta la musica che è passata in mezzo si può chiamare vagamente una “grossa variazione sul tema” lol. Almeno per quanto riguarda la teoria. Poi per la pratica sappiamo bene quanti strumenti siano stati inventati :D Ma anche lì, siamo fermi alle stesse 4 puttanate che vengono riproposte da 400 anni… :D ‘namo bene.

    L’arte ha un limite…

  5. Salvatore ha detto:

    Lo scopo della pittura NON è la riproduzione perfetta di una scena reale, almeno non lo è da un millennio circa :).
    Tutti gli studi di cui sopra sono mirati alla rappresentazione di una immagine “realistica” non “reale”, è il pittore che ne stabilisce il contenuto, il concetto che vuole trasmettere (è questa la base di tutte le arti, voler trasmettere sentimenti).

    Per il discorso dell'”arte figurativa conclusa”, Picasso stesso ha disegnato dei quadri figurativi, specialmente in gioventù, ma ovviamente si conosce di lui la parte più “rivoluzionaria”.

    Sul concetto “anche sull’irrealtà c’è un limite”: qual è? :)

    Nota che stai sostenendo che quasi tutte le arti stanno rallentando, in millenni di evoluzione, proprio ora che sei nato tu!

    Per quanto riguarda la musica: la stessa “invenzione” del rock ha rivoluzionato il panorama musicale (non solo). Il fatto che sia una “grande variazione sul tema” mostra solo il fatto che ogni processo evolutivo è necessariamente graduale, raramente ci sono dei “salti”.

    Io ho tirato fuori degli esempi, ora fallo tu :). Mostrami un qualsiasi brano del 1750 paragonabile ad un brano metal (non per gli strumenti). Un brano del 1600 paragonabile per strumentazione ad un brano di musica elettronica.
    Di musica ne “capisco” relativamente poco, e magari mi sorprenderai, ma se non andiamo sul pratico la discussione diventa davvero stagnante :).

    Bisogna anche stare attenti a non banalizzare. Per mio padre i computer sono tutti uguali da 20 anni :).

    Concludendo: ogni arte è espressione di un sentimento dell’artista. I sentimenti di ogni persona sono diversi, se non altro influenzati dall’ambiente circostante, che cambia continuamente. Se ad un certo punto smette di evolversi l’arte, significa che ha smesso di evolversi l’uomo :).

  6. Alla ha detto:

    Noi vediamo limiti nell’arte perchè siamo limitati di natura.
    E se per una assurda ipotesi, un giorno scopriremo una quarta dimensione e i quadri saranno non più bidimensionali ma tridimensionali?
    Chi nel 1500 pensava di poter fare una foto? Magari pensavano che l’arte sarebbe finita :P

    Ma lasciando da parte ipotesi sul futuro ignoto… secondo me lo scopo dell’ arte non è riprodurre la realtà, ma è sempre stato e sempre sarà esprimere i sentimenti dell’artista, e se mai avrà una fine sarà quando sapremo dipingere talmente bene i nostri sentimenti che davanti a un quadro le persone riusciranno a provare esattamente ciò che provava l’ artista al momento della sua creazione. E credo che se questo momento verrà, verrà fra molto molto tempo ancora…

    Più che altro mi pare che stiamo assistendo alla fine della voglia di creare arte. o almeno per certi tipi di arte… io mi sono sempre chiesto perchè i greci facevano statue stupende, e oggi dopo tutti questi anni nessuno saprebbe più farle. Ma in questo caso non è l’arte ad essere finita, ma la capacità dell’uomo di produrre certi tipi di arte, che possiamo vedere come evoluzione o meno, ma più semplicemente è qualcosa di diverso… certe cose finiscono e altre nuove nascono, mutamento. Quindi l’ arte è forse cambiata, nel significato e nella tecnica, ma non per questo è finita… almeno credo.

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