Toccare il fondo…

… per raggiungere il massimo.

Credo che sia necessario.
Ho toccato il fondo dell’igiene e del vivere comune andando sole due settimane in India. Ma vedere una situazione simile, di povertà, di sporcizia, di miseria, senza per fortuna doverla vivere, mi ha portato a vedere tutto il mondo in un’ottica totalmente diversa.
Ho toccato il fondo oggi con gli allenamenti, correndo nelle erbacce fino ad accumulare sporco e sassi nelle scarpe, trascinandomi sulla Cassanese con il mio compagno di corso che cercava di sostenermi e io ormai in debito d’ossigeno che ancora un po’ lo mandavo a cagare (non ne sono sicuro ma potrei averlo fatto), ho camminato nell’acqua di una roggia di un campo e ci ho fatto gli esercizi dentro, e ancora bagnato ho scalato un albero… E ho toccato il fondo ad un certo punto incazzandomi con Stefano… Ma tutto ciò mi servirà la prossima volta per sapermi ancora migliorare…
Ho toccato il fondo della tristezza e della depressione con la morte di mio padre… Ma toccare il fondo della tristezza non mi fa trovare più un momento sensato per essere tristi… Perciò da quel momento non ho mai seria tristezza. Tendo sempre al sorriso, allo sminuire ogni problema.

Ho toccato il fondo della mia vita nerd… e anche se l’ho toccato e non inverto rotta, ho capito qual’è il motivo di certi miei atteggiamenti a occhi esterni tra l’assurdo e l’inconcepibile.  E mi sento molto meglio da quando ho capito tutto.

Toccare il fondo non è male.  Basta cogliere gli insegnamenti che l’estremo porta.

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