Godere del male altrui

Oggi, salto in alto. Quando ho superato il metro e 30 (per la cronaca mi sono fermato a 1.40 e devo ancora provare 1.45 P: ) ho esultato, ho esultato tanto.

Non solo per il risultato (di cui vado fiero), ma soprattutto perché con quel salto ho battuto un mio compagno di classe che trovo francamente insopportabile. Sì, vederlo che arrancava sul metro e 25 sbattendo e risbattendo sull'asta mi provocava un irresistibile piacere.

Malvagio, estremamente malvagio. Ma non lo nascondo. Finché è per una cazzata simile, sono contento di poter esultare dell'insuccesso altrui. (E non sono il solo in quanto c'è gente che gareggia con lui apposta per poterlo battere… proprio un simpaticone, NdA) 

Qual'è che si può considerare il limite oltre il quale il godere del male altrui si può considerare malvagio invece che sola cazzoneria? È il male fisico o il male morale che delinea questo limite? Entrambi, ovviamente…

Eppure è una cosa così comune, basti pensare agli Juventini che godono se il Milan perde (e viceversa) o agli studenti che esultano quando una professoressa non può venire (magari sta male o anche peggio).

Purtroppo su questo argomento si creano spiacevoli inconvenienti, mi piacerebbe sapere qual'è la regola morale oltre al buonsenso che regola una cosa così difficile…

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2 thoughts on “Godere del male altrui

  1. MeG ha detto:

    Rispondo io ke sono davvero1sadica!!! anke a me capita spesso di provare felicità anke solo nell’insultare persone che (usiamo pure una parola grossa)”odio”…
    Ma forse io non faccio testo….
    Comunque…goditela pure!!
    BUAUAUAUAUA!!!

  2. Salvatore ha detto:

    Quando non c’è una competizione.

    Durante una competizione (sportiva, di abilità, di intelligenza, etc.) è silenziosamente ed implicitamente accettato da entrambe le parti il fatto che si possa vincere o perdere. Poter esultare (anche a danno del perdente) in caso di vincita fa parte della posta in gioco.
    Ecco perché i Milanisti possono offendere gli Interisti e viceversa: tra le loro squadre c’è competizione.

    Se invece si ha un compagno di classe che magari non riesce in matematica, e ti vanti con lui di aver preso un voto più alto, gli fai del male in maniera gratuita: tra di voi non c’era competizione, lui non era interessato né a vincere né a perdere.

    Questo ovviamente vale quando si vuole “far sul serio”; se si vuole stare sullo scherzo, in generale con gli amici non ci sono problemi, purché si eviti di mettere il famoso “dito nella piaga”.

    La competizione è sempre reciproca; trovo molto molto noiosa la gente che si mette in competizione con te e te lo fa sapere solo dopo aver vinto :).

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