Quanta stima si può avere?

Quanta stima si può avere per qualcuno?

Senza scadere nelle piaccerie come "infinita" o cose simili, mi chiedo seriamente quanto l'uomo può arrivare a stimare un suo simile.
Un esempio di massima stima è quella di un fan per qualche suo idolo, magari un musicista. Ma è una stima molto in senso lato.

Intendo stima vera e propria. Vedere un'azione, un comportamento, la linea di pensiero di qualcuno e stimarlo per questo.
Una risposta provo a darla io: la stima massima che un uomo può avere per qualcun altro è pari all'autostima che vorrebbe avere.

In pratica ci si crea un modello ideale.

Esempio. 

Io stimo moltissimo il mio professore di storia e filosofia. Stimo il suo modo di porsi con gli altri, il suo essere sorridente e aperto verso chiunque, il suo inguaribile ottimismo (anche se realista), il rispetto che ha per chiunque. Io lo stimo in una maniera che vorrei che fosse applicata a me in primis da me stesso. Vorrei sentirmi PERFETTO come lui.

(Ben lungi dal dire che il mio prof è perfetto, è una perfezione parziale la sua lol)

Pensateci, pensateci.
Pensate alla massima stima che avete avuto per qualcuno e quantificatela.
Chissà che non scopriate di essere dei cuori di pietra.

Nonchalance.

Importante. O meglio, fondamentale.

Avere il sangue freddo, agire come se nulla fosse successo e soprattutto fare in modo che tutto ciò serva al fine che chi sta intorno non si accorga di nulla.

Con la nonchalance si può fare di tutto. E chi è maestro di quest'arte vede sempre quando viene messa in atto.
Ho visto persone a cene piuttosto formali levarsi comodamente con le dita interi pezzi di cibo dalla bocca senza che nessuno se ne accorgesse nemmeno lontanamente, scoregge o rutti tirati in mezzo alle interrogazioni senza che la prof battesse ciglio, scapperate fatte intutta calma in mezzo all'atrio della scuola gremito di gente senza che nessuno si schifasse.

E viceversa. 

Nonchalance. E sangue freddo. Imparala se vuoi poter fare ciò che vuoi dove vuoi.

Congiuntivo

"Il congiuntivo non cel'ha fatta!.. Sembra che è morto ieri notte, dopo lunghe sofferenze […]"

Leo Ortolani, 2006

Dico il congiuntivo in realtà come sineddoche. Se non sapete cosa è la sineddoche, usate il buon amico google e non rompetemi le pale.

Il congiuntivo e le altre forme grammaticali sbagliate sono il segno di una popolazione sempre più svogliata. Il fatto che sia una degenerazione generalizzata mi fa pensare male: addirittura sentire Gerry Scotti che in trasmissione sbaglia 10 congiuntivi di seguito mi fa rabbrividire.

Ora, l'italiano è considerato una delle lingue più belle del mondo se non LA più bella.
Incredibilmente fluida, ritmata e ricca di lessico, diamo la paga a una quantità indefinita di lingue come profondità espressiva.

E le nuove generazioni cosa fanno per svogliatezza? La buttano nel cesso, fregandosene di congiuntivi sbagliati, pronomi personali a culo, anacoluti e facendo mille altre obrobriosità.
Culmine, le k. L'avvento delle abbreviazioni spasmodiche è sì stato globale (riducendo allo schifo altre lingue già piatte come un'asiatica come l'inglese, NdA) per colpa di quei maledetti sms, ma denota una totale noncuranza delle regole della propria madrelingua.

Certo, tutti noi utilizziamo un italiano completamente impossibile nel parlato, stravolgendo periodi e consecutio temporum… Ma nello scritto un minimo di decenza si potrebbe anche avere. E via di cmq, nn, xké…

Gioventù di sfaticati.

Gli opposti si attraggono?

Guardavo un thread su IGZ su Intimacy. Per chi non ha voglia di leggere, si parla di quando ci si innamora di una persona che magari ti tratta male e che non ti caga. E ci si fissa.

Ora, credo che la cosa sia successa a chiunque e comunque lo si veda molto spesso tra amici e conoscenti. Due persone totalmente differenti cozzano e si trovano attraenti.

La massima espressione della follia della donna è proprio in questo campo: come cantavano i GemBoy in Teorema, trattare male una donna porta TROPPO spesso al risultato che lei ci stia. Ve lo assicuro, è ASSOLUTO. Per cui una ragazza più che per bene può finire per sbavare per uno stronzo. Opposti.
Come dice il buon Andrea Perini, "Dio li fa e poi li accoppia". 
Non ho mai capito il perché di ciò. Ho sempre provato a dare una spiegazione razionale a questi comportamenti, ma sono mai riuscito a giungere ad una conclusione.
Avventura? Disperazione? Stupidità?
No, non riesco a capire.
E si che ci sono passato anche io.

Panico\tensione da prova.

Altresì nota come paura da insuccesso, la tensione da prova è quanto di più irrazionale dopo l'amore e i ragionamenti delle donne che riesco a trovare nel genere umano.

Deriva dall'istinto umano di paura verso tutto ciò che può rappresentare un pericolo: ha senso finché si ha davanti una tigre, ma non capisco perché questo nostro istinto venga riportato pure nelle prove più banali.

Io, per quanto mi possa preparare, ad ogni interrogazione sono teso come una corda di pianoforte e tendo a spezzarmi facilmente. Non è raro che vada in crisi su cose che fino ad un secondo prima pensavo di sapere perfettamente.
Non solo test di questo genere, ma anche la classica paura da dichiarazione ad una ragazza, calciare un rigore, anche solo condurre una conversazione animata può portare a paura di fallire.

In sè magari l'istinto ha anche ragione di esistere… in fondo fallire non è bello per nessuno e il rischio di non avere successo di certo non porta felicità.
Ma dal momento che la paura stessa porta a sbagliare…

Perché cazzo esiste?

Il calciatore sbaglia il rigore perché è teso, non perché non sappia calciare un pallone. È il suo mestiere.
Il ragazzo non va in panico da esame perché non ha studiato, ma perché l'istinto lo fa cedere e lo manda in crisi.
 

È uno dei mille percorsi evolutivi il cui fine non mi è per nulla chiaro. È un po' come le zampine dei gatti: quale diavolo di selezione naturale riesce a portare a delle zampe così morbide e accarezzabili?
Misteri.

Le auto cangurine

Vedo giusto ora dalla mia finestra un'auto ferma in mezzo al vialone dietro casa che zompetta allegramente in giro modello "canguro in libertà" con le luci di stop che si accendono e si spengono in continuazione.
Vicino a quest'auto (poco più grande di una Fiesta), ce n'è un'altra, più spaziosa: un Mercedes, anche lui felicemente zompichettante, con strani movimenti visibili all'interno che sembrano propri di un'orgia a 5 persone più che di due persone che limonano duro.
Spingendomi oltre con la vista, in fondo, in un viale vicino al campo dietro casa, si vede un viavai di auto che si fermano in questo viottolo buio anche loro pronte a saltellare (almeno queste sono troppo lontane per essere viste).
E top del top, sotto (ma dico SOTTO) alla mia finestra c'è una punto bianca vecchio modello anche lei a cangureggiare.

Ora, a parte la lecita domanda "ma com'è che sono l'unico stronzo che non sta a saltellare in auto stasera?" e l'ovvia risposta "perché non hai la patente, pirla!"…
Qui mi pare di stare in un'Australia delle auto porca pupazza.

È una cosa non concepisco, il limonare (o più) in auto. Ora, va bene che io sono alto 1.90 e tendo a toccare dentro in OGNI parte di un'automobile, ma la trovo una delle cose più scomode di sempre:

  • Spazio ristretto. A meno di non avere una station wagon, l'auto è un posto piccolo. Sbatti in giro. Hai poco spazio di manovra.
  • Caldo. Insomma, non che in un letto si stia sempre freschi… Ma tra una Punto scassata e un matrimoniale 2 piazze dei genitori la differenza è PER FORZA mostruosa. Ora è ancora fattibile, è primavera e le temperature sono fresche. Ma in estate le auto si moltiplicano, non diminuiscono mica.
  • PUZZA. Ora, io non ho mai avuto esperienze di questo genere. Ma se c'è una cosa che è nota del sesso è che in media si sviluppa un tanfo mica da poco. Ecco, o si tengono abbassati i finestrini e si rende partecipe tutto il vicinato degli sconci atti in corso, oppure si tiene chiuso e il tanfo rimane. BLEACH.

Non mi dilungo. Ora, cosa fa dell'auto una buona attrattiva per una notte focosa?

Onestamente non riesco a concepirlo. 

Photoshoppabile

La mia idea è quella di un mondo photoshoppabile.

C'è un qualcosa che non ti piace? Photoshoppalo via, un po' di strumento clone, qualche copia incolla, un paio di fotomontaggi e sparisce.

Vorresti un gelato ma il bar più vicino è a 400 km da casa tua? Photoshoppati un gelato in mano!
Vorresti essere da un'altra parte? Photoshoppa TE STESSO in un altro posto!

Geniale. Lo voglio accanto al Bollastronzi™ nell'olimpo delle idee geniali che rivoluzioneranno il pianeta.