Soddisfazione lavorativa

Un tot di tempo fa parlavo con un mio amico su cosa avrei potuto fare nella vita. Io, a metà tra lo scherzo e la verità, dico che farò l'idraulico in quanto guadagni tanto, lavori tutto sommato poco e con gli orari che vuoi.

Invece di una qualsiasi delle risposte che mi aspettavo, tipo "sì, però devi lavorare nella MMERDA" o "così però fai un lavoro disonesto", mi ha detto candido candido: "certo, tutto vero, ma soddisfazione lavorativa 0"

Alché mi sono posto una domanda: già, ma che cosa può recarmi soddisfazione lavorativa?

Bella domanda. Ancora adesso cerco di trovare una risposta, ma più sondo le varie opzioni, più mi accorgo che spesso mi va bene tutto e poi il contrario di tutto.
Insomma, non ci capisco un cazzo.

Ho però avuto una simpatica discussione con quello che fu il mio prof di informatica e musica delle medie sulla questione. Una discussione illuminante sebbene mi abbia gettato ancora più nella confusione per la scelta.
L'egregio professor Guidotti è andato FELICEMENTE a fare il professore delle medie. Di materie che in effetti non sono considerate le principali.

Onestamente, a prima vista nessuno direbbe che una simile offerta di lavoro ha granché da offrire in termini di soddisfazione lavorativa e prospettive di carriera.
Lui, con tutta probabilità, non cercava nulla di tutto ciò. Eppure, statene certi, le ha avute entrambe, e lo ritengo uno degli uomini più felici del suo lavoro di sempre.

L'idraulico non ha aspettative di soddisfazione lavorativa? Chillosa.
A questo punto, come scegliere un lavoro?

Mah.
Si può provare a puntare sulle proprie passioni, ma si rischia di rendere ciò che più ci piace una noia e rovinare tutto.
Si può provare a mettere un traguardo lavorativo, un posto di lavoro preciso, avuto il quale si può ragionevolmente pensare che si ha una stabilità tale da poter cominciare a costruire le altre cose come la famiglia e il resto della vita in tranquillità.
Oppure si può semplicemente prendere la prima offerta di lavoro che si trova e sperare che questa diventi l'opportunità della vita.

In ogni caso si devono mettere le palle in gioco. E in ogni caso la fortuna conta poco.
Se qualcuno può darmi consiglio su come trovare il mio lavoro ideale… lo prego di farlo postando nei commenti.

Io, onestamente… non so più a che cazzo pensare. 

 (E oggi ho perso due volte consecutive a worms nonostante me la menassi… maledetti attacchi aerei! :D <– questa era per Ciop :D)

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One thought on “Soddisfazione lavorativa

  1. Salvatore ha detto:

    Beh non confondiamo il lavoro dell’idraulico con quello del professore delle medie :).
    Fare il professore è uno dei lavori (a mio parere) che può dare più soddisfazione in assoluto. Purtroppo in Italia vengono trattati peggio degli idraulici (ma questo è un altro discorso), ma retribuzione e trattamento a parte, sarebbe un lavoro che farei più che volentieri.
    Sapere di aver potuto dare “qualcosa” (che spesso nelle scuole medie è ben diverso da quello che si insegna) ad anche un solo ragazzo, che gli rimarrà tutta la vita, è impagabile.
    Ora… non c’è nulla di sbagliato nel voler fare l’idraulico… la mia osservazione (sono io il fantomatico amico) deriva dalla sommaria conoscenza che ho di te, della tua voglia di chiederti il perché delle cose, di cercare il miglioramento.
    Quale sia il lavoro più adatto a te è un discorso un po’ delicato per affrontarlo in un commento di un post, ma se vorrai ne discuteremo; seguono alcune considerazioni delle 7.30 di carattere generale.
    Puntare sulle proprie passioni (come ho fatto io), quando sono veramente passioni, non porta alla noia; anche quando non si riesce a voler fare esattamente quel che si vuole, la voglia di migliorare e di far bene il proprio lavoro spesso prevale.
    Taglio perché ho quasi finito le parentesi :P, aggiungo comunque che non ho molta stima di chi affronta il proprio lavoro come il mio fantomatico impiegato postale che sbuffa, tratta male i clienti e dice “che me ne frega a me? tanto i soldi li prendo uguale”. Visto che ogni lavoro è pesante e frustrante, l’unica è trovare qualcosa dove raggiungere l’eccellenza possa darti soddisfazione.
    Io sono un informatico, e il mio obiettivo non è quello di diventare ricco, o di cercare stabilità, ma quello di migliorare me e l'”informatica” all’interno del mio ambiente, ogni giorno.
    E anche se mi lamento, continuamente, del mio lavoro (il lamentarsi fa parte della voglia di migliorare), posso la sera guardarmi allo specchio, sorridermi e dire “anche oggi ce l’abbiamo fatta!”.

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