Buongiorno, discorsi d’aria fritta!

Caratteristica fondamentale per l'uomo moderno è saper fare i cosiddetti "discorsi di aria fritta".
L'aria fritta, per chi non lo sapesse, è una metafora per dire discorsi che sembrano avere grandi contenuti ma che in realtà sono vuoti come lo spazio siderale.
Bisogna sapere come poter intavolare una discussione anche senza aver nulla da dire, altrimenti si rischia di rimanere fottuti in moltissime occasioni.

L'arte del friggere si impara – come molte delle cose veramente utili della vita – a scuola: si viene interrogati su un argomento che non si sa per nulla e riempiendo le frasi di nulla si riesce ad avere anche un 6 (5 e mezzo quando non si è molto bravi). 

Piglia e l'arte e mettila da parte, dice il mio compagno di banco Caggese: ed ha ragione!

Infatti l'interrogazione non è l'unica volta che si ha bisogno di saper "friggere"…
Le migliori manifestazioni (anche se in maniera leggermente differente) di questi discorsi sono tra parenti, conoscenti e comunque persone con cui non si ha granché da conversare.

Ed ecco che se uno è bravo se la giostra, trova argomenti neutri su cui conversare e anche senza scendere nel filosofico riesce a infarcire i discorsi di concetti "neutri" ma che fanno andare avanti la conversazione.
Se uno invece non è bravo o è scazzato invece escono le PEGGIO COSE SCONTATE.
Ed ecco le belle domande che fanno impazzire CHIUNQUE: "Che scuola fai? Che anno fai? Che lavoro fai? Come sta la tua ragazza? Fai ancora *attività che non pratichi più da almeno 10 anni*? QUANTI ANNI HAI?"

QUANTI ANNI HO!?!?!?! CRISTO, SEI MIA ZIA! NON PUOI CHIEDERMI OGNI MESE QUANTI ANNI HO!!! E NON CHIEDEMRI CHE ANNO DEL LICEO FACCIO, TANTO SO CHE NON TE NE FOTTE UNA CIOLLA!!!
Se uno è bravo riesce a tirare fuori argomenti neutri e ci fa bei discorsi sopra…

Saper friggere l'aria è buon indicatore di elasticità mentale (:

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Chiudi gli occhi…

Chiudi gli occhi, fidati di me.
Ti proteggo io,
Tu pensa solo a ciò che vuoi
Alle cose belle del mondo,
Alle cose che fanno comparire
Un sorriso sulle tue labbra.

Chiudi gli occhi,
Non preoccuparti!
In un soffice abbraccio
Ti farò scudo
E nulla ti potrà toccare
Se non una goccia di amore
Che è caduta dal mio cuore. 

Chiudi gli occhi, fidati di me.
Ti giuro,
lo farò anche io,
quando, dolcemente
un mio bacio
ti sfiorerà…

(-a voi- ignoto)

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I colori

Da millenni mi pongo una domanda di carattere molto filosofico.

E se i colori non venissero interpretati in maniera uguale da tutti?
Mi spiego. Non possiamo avere la certezza che i nostri cervelli vedano i colori alla stessa maniera. Quello che per me è il rosso per qualcun altro potrebbe essere il blu. Non sto parlando di daltonismo globale: il daltonismo si verifica quando non si riconosce UN SOLO colore.

Non possiamo essere certi se tutti noi abbiamo una visione dei colori uguale. Non potendo essere i colori descritti, non esiste modo di fare un test.
Immaginatevi un mondo con i colori scambiati…
(Chiedo scusa se ieri non ho postato, me ne sono proprio dimenticato. Lo prendo come una richiesta del mio cervello di fare una pausa)

È buffo,

come il tempo scorra in maniera inesorabile.

Ho avuto una pessima sensazione oggi quando sono sceso dall'autobus al ritorno da scuola. Ho compreso, in maniera chiara e lucida, che i minuti che erano trascorsi nella mattinata erano completamente andati.

Sembra cosa banale, ma è stato un vero fulmine a ciel sereno. Mi sono reso conto che non potevo esultare perché "sono finalmente passate altre 5 ore di scuola" perché quelle 5 ore non le potrò mai più rivivere. E la cosa mi ha colpito, non sapevo che pensare.

Diceva un quote in signature di un utente di IGZ, non mi ricordo più chi non mi ricordo più dove… "Si diventa adulti quando ci si rende conto che un giorno si morirà". Il concetto è molto simile, e mi inquieto al solo pensarci…

Non so se potrò più scnedere dall'autobus senza pensare a ciò… Rabbrividisco all'idea.

Riordinare e ricominciare.

Oggi sono proprio contento: ho fatto la pulizia del mio spazio di lavoro. Ho buttato via tutti i cd inutili (saranno stati circa 200), riorganizzato tutto e aggiunto un paio di cose carine.

Mi sono reso conto che quello che ho fatto è cosa estremamente rara nel mondo maschile.
Non abbiamo la cultura dello spazio organizzato, o comunque tendiamo al disordine totale… disordine "organizzato" ovviamente.

Il mio spazio di lavoro non aveva un granché bisogno di essere rimesso a posto, o almeno così credo ogni volta che mi appresto a fare il lavoro. Eppure una volta finito il lavoro ho talmente tanto spazio ritrovato e più in generale ordine che è proprio più piacevole stare nella stanza P:

Uno fa l'abitudine a quello che vede, questa è una piccola verità. Non vi è mai capitato di non trovare un oggetto perché è da talmente tanto tempo nella stessa posizione che non lo considerate nemmeno? A me spessissimo! P:
Alla stessa maniera uno non vede più il casino che ha attorno e ci fa l'abitudine… quando potrebbe vivere meglio se tutto fosse più ordinato.

Su su, riordinate! ^_^*

La puccettosità

La puccettosità! Mon amour!
Tutte quelle belle cose carine, amorevoli, peluchose e tenerissime… che amore.
Purtroppo, come con ogni cosa, non si può esagerare con la pucciosità altrimenti poi nulla sembrerebbe puccioso, e sarebbe una tragedia per la puccettosità del puccettosamento del pucci mondiale!

O:

Ok, tornando sul sensato, per me chiunque dovrebbe abbandonarsi ai propri istinti di tenerezza. La gente in molte occasioni tende a nasconderli, ma è una cosa naturale intenerirsi davanti a certe cose.
I cuccioli di animale per esempio è istinto per chiunque trovarli amorevoli e da coccolare :D

Spero in un mondo più puccioso, un giorno…  

Porsi le domande

Mi chiedo io come si fa a non essere curiosi. Porsi le domande è un impulso che è nell'uomo fin da quando è bambino, impulso che prima viene esternato e poi viene troppo spesso represso nell'interno della propria mente.

Io vorrei sapere come funziona tutto. Come sono fatte le cose, cosa sta dietro al comportamento di tutto ciò che mi sta attorno. Chiarmarla "sete di sapere" mi sa di roba da secchioni, per cui preferisco ricondurre tutto al puro e semplice concetto di curiosità. Ne ho tanta, da vendere. Purtroppo ogni tanto mi rendo conto che non ho il tempo e la mente per poter sapere tutto, che mi dovrò accontentare delle cose più pratiche, e ciò mi rende triste. Ma non mi arrendo mai.
Non riesco a non chiedermi quali sono i retroscena di tutte le cose. I perché dei comportamenti umani, i processi produttivi degli oggetti, le leggi della fisica che regolano l'universo (e l'universo stesso), tutto fa brodo.

E non capisco, diavolo non capisco come possano esistere persone che non si fanno tali domande. Mi chiedo… "e a cosa pensano allora?". Già, perché se la mia mente è sempre lì a domandarsi di tutto, come posso immaginare una vita senza le domande stesse?
Non riesco a trattenermi dal giudicare, no. Per me sono persone piatte. Oso dire… inutili per loro stesse.

Sono un bambino, sotto questo punto di vista. E me ne vanto.

E ogni volta che scopro la risposta a un mio quesito sono contento, perché come si suol dire si chiude una porta, si apre un portone: capisco tante cose, e ciò mi spinge ancora più avanti.

Diamine (: