Il motto del benpensante.

Ecco il motto del benpensante (o del “pensante”) d’oggigiorno: spegni la televisione, pensa con il tuo cervello, non dare ascolto ai media, le mode non fanno per chi è, sii chi vuoi essere, non farti imporre lo stile di vita, blablablablablabla…

E via di cazzabubbole a palla. Io personalmente mi sono rotto le amare balle di sentirmi dire sempre le stesse identiche cose. Finisce che è più l’essere anticonformista ad essere conformista, tanto che non ci si capisce più una sega.
Tutti a dire di non guardare i TG, che non sono buona informazione, a non guardare la TV, che rimbesuisce il cervello (vero, lo si fa capire, non SI IMPONE IL PENSIERO).

Santo cielo, qualcuno lo capisce che sono PAROLE BUTTATE AL VENTO?
Qualcuno capisce che se a uno piace Maria de Filippi non se ne deve fare una colpa, non è un reietto sociale ma una persona come tutte le altre? Questiona pure sui contenuti dei programmi che vede e della moda che indossa, ma non rompergli i coglioni per ciò.
Lui è ciò che preferisce essere: adeguato. E allora? Che cazzo vuoi dalla sua vita? “Non pensa con la sua testa”? E allora? Che male c’è? È “percorone”? PREGO! Non farà mai danno a TE. Se credi di essere tanto meglio di lui, IGNORALO e lascialo stare, perché puoi FARE più di lui e meglio di lui. E perché tanto non sarai di sicuro TU a cambiarlo con la tua ramanzina.
No, la gente ci tiene a mostrare la sua orgogliosa superiorità. La sua cultura, la sua INDIPENDENZA CULTURALE. Minchia. La sfida di chi cel’ha più grosso si sposta, da chi pensa di avere l’uccello più lungo a chi pensa di essere più informato, acculturato e altre amenità di questa foggia.

Se facessi la citazione biblica della trave e della pagliuzza finirei coll’apparire ipocrita… tanto l’ho fatta comunque, indirettamente.

Vaffanculo, poveri.
Poveri di compassione, poveri di silenzio, poveri di MODESTIA.
Giudico? No, semplicemente mi avete rotto il cazzo.

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5 thoughts on “Il motto del benpensante.

  1. Dag ha detto:

    Occhio, questo essere più indipendente degli indipendenti ti potrebbe portare a non vedere le cose con oggettività. Se uno è pecorone, se uno si fa condizionare dai mezzi di comunicazione di massa (il condizionamento che hanno è innegabile, prova a dir di no) riceve un danno, eccome se lo riceve. Dalla ghettizzazione del bambino che magari, abituato a leggere piuttosto che a guardare la tv, viene chiamato “diverso” ed escluso dai suoi compagni perché non ha le scarpe giuste, fino a chi, totalmente ignaro della sua scelta, decide di farsi influenzare circa le scelte politiche, ad esempio, che hanno indubbiamente una ricaduta su te stesso, sul tuo lavoro, sulla tua famiglia. Non sto facendo un discorso di parte, attenzione: questo valeva prima, vale ora più che mai e varrà anche dopo.
    Inoltre il concetto di modestia è spesso sopravvalutato: io penso che la modestia sia riconoscere il proprio stato. Non è una umiltà forzata, di cui comunque nessuno sarebbe capace fino in fondo. Se io sono consapevole della mia “indipendenza culturale”, che non è una cosa così negativa come la dipingi, non vedo che male assoluto ci sia nel riconoscersi indipendente. Certo, ci sono gli intellettualoidi del menga che, nella loro disonestà, vengono lì a fare i fighi che loro hanno letto Sartre e ascoltano solo indie rock perché il resto è tutto un magna magna, ma quella è gente che lascia il tempo che trova. Questa è la gente immodesta, la gente che si crea una cultura cui non appartiene, e sta allo stesso livello dei cafoni arricchiti.

  2. amidee ha detto:

    No Dag, non ci siamo. Davvero.
    Non sto a difendere l’essere tutto ciò. Tanto verrebbe in tasca a me se i tanto decantati “influenzabili” scomparissero. Sarebbe un mondo migliore, indi io non voglio difendere tutto ciò.
    Quello che davvero e dico DAVVERO mi asciuga i coglioni sono quelli che ci tengono a voler NON essere ciò. Non parlo della minima felicità e appagamento che si ha quando si sa di sapere di più, ma della dimostrazione del sentirsi essere superiori.

    Ho visto scene INDEGNE su questa faccenda. Sono queste che mi fanno incazzare.
    Una delle peggiori è stata vedere gente che faceva vero e proprio razzismo verso chi ammetteva di vedere un certo tal programma, “Uomini e Donne”.
    Cosa mi significa?
    Che i casi sono due:
    – O la gente si fa il sangue amaro perché si indigna davanti a certe situazioni (comprensibile in fondo, la voglia di cambiare il mondo non fa mai male se non scade nell’eccesso)
    – Oppure ci sono stronzi che vogliono sentirsi superiori avvalendosi di una situazione altrui secondo loro meno fortunata (in questo caso, dipendenza televisiva). Che questa lo sia davvero o non lo sia, la cosa fa comunque schifo.
    Perché la modestia è sì riconoscere il proprio stato, ma con una postilla: non tirarsela per esso.

  3. Dag ha detto:

    Ok. Siamo d’accordo che chi ostracizza a priori chi guarda “Uomini e Donne” andrebbe a sua volta ostracizzato. Questa aristocrazia intellettuale fa schifo anche a me. Certo, io sono del parere che sarebbe meglio far capire alle persone che lo guardano che è pattume: ma questo va al di là di quello che io reputo “giusto e sufficiente”.
    Ma io personalmente non ce la faccio a vedere generazioni intere di _cretini_ assuefatti ad una televisione, mi fa vomitare, mi inquieta che siano persone con diritto di voto e di decisione, seppure parziale, su questioni che riguardano il mio paese e quindi gran parte della mia vita (il mio lavoro, la qualità della mia vita, le mie scelte). E la cosa che ancora di meno sopporto è che sia lo Stato stesso ad incoraggiare la nascita e la crescita di questi invertebrati a furia di un bombardamento mediatico al di sopra del sopportabile. Leggendo “Fahrenheit 451” ti potrebbe risultare chiaro il mio punto di vista. Poi il discorso principale, ribadisco, mi trova d’accordo con te: chi basa il suo giudizio sulle persone in base alle trasmissioni che guardano appartiene alla stessa massa di smidollati che hanno prestato il cervello a qualche idea balzana.

  4. Amidee ha detto:

    Yep. Certo, hai ragione.
    Ma ocio nella tua inquietudine a non risultare fastidiosamente arrogante :D

  5. liberto ha detto:

    …le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l’anticonformismo deve essere prodotto per le masse.

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