Nulla

Oggi non posto. Se volete sapere perché, chidetemelo in letto di morte e FORSE avrete risposta. 

Dipende se avrò le palle girate oppure no. 

IL BIGLIETTO, PER FAVORE…

"HAH, mi spiace gentil controllore, io CEL'HO il biglietto. Sperava che io fossi uno sciagurato 16enne (domani 17enne ndA) che viaggia senza biglietto eh? Invece NO! Eccole un abbonamentazzo! Tutto in regola!

Come? Non è un controllore? Sta solo facendo un sondaggio per conto di ATM? Azz…
Beh, mi sa che oggi mi farò un paio di risate nel viaggio di andata per la scuola!"

Così è cominciata la mia giornata oggi, non è esattamente ciò che ho detto… è un flusso di pensieri quello che ho scritto :D
Che forza, i controllori. Secondo me sotto sotto si fanno certe grasse risate a vedere le facce e le scuse delle SCIAGURATE persone che non hanno il biglietto…

C'era oggi sul pullman per andare a scuola questa tizia che faceva sondaggio per l'ATM, prendendo un po' di dati sui vari biglietti\abbonamenti di chi saliva e facendo un paio di domande. 

Ma ovviamente sul pullman che va ad un liceo… io ero l'unico pirla delle 15 persone che sono salite (viva le assemblee di istituto, normalmente siamo in 80 stipati) che aveva regolare abbonamento :D

Ho visto certe facce di PIETRA di quelli che sono saliti che ve le auguro… una addirittura ha fatto finta di aver dimenticato un libro a casa (per l'assemblea? :D) ed è scappata via :D
Altri che osservando il cartellino ATM sulla ragazza in questione all'apertura delle porte decidevano all'istante di non salire…

Minchia, io da grande faccio il controllore… sai che minchia di risate? 

Questione di etichetta

Questioni di etichetta, parte 25.

La buona educazione minima è il modo neutrale di relazionarsi con gli altri – non sono eccessivamente simpatico con te, ma non essendo nemmeno sono stronzo, risulto una persona neutrale ai tuoi occhi. Se stare neutrali, positivi o negativi è scelta personale: nonostante sia spesso vincolata (da un rapporto di lavoro per esempio) e quindi personale per un cazzo, il libero arbitrio alla fine ci darebbe la possibilità di scegliere ciò che fare (riprendendo l'esempio di prima, potrei mandare a fanculo il mio capo – tutti vorrebbero ogni tanto – ma non lo faccio perché ho senso logico. Ma lo posso fare.).
Le azioni che derivano da questa scelta nostra scelta alla fine finiscono per imporci dei comportamenti dovuti alla "questione di etichetta".

L'etichetta della formalità è quella più fottutamente stressante e vincolante di sempre. Quante volte volevate leggere l'ora in qualche occasione pubblica ma non osavate farlo perché sembra che vi stiate annoiando?
Quante volte vi si è incastrato un pezzo di verdura grosso come l'Enterprise tra i denti ad una cena formale ma non potevate sbattervi un dito in bocca per rimuoverlo?
E quante volte avete dovuto silenziare una scorrengia impellente nelle peggio maniere perché ad una occasione di gala?

Poveri noi, l'etichetta è snervante :D

Cosa si deve esaltare?

Eh cazzo. La gente pensa che io sappia solo trovare i problemi delle cose ma mai le cose belle. La questione è che delle cose belle c'è poco da discutere perché funzionano.
Le cose che ci danno fastidio invece creano problemi su cui si può sfogare.

E' una cosa bastarda che ci riserva il mondo questa :D

Ed è difficile sfuggire, perché quando si ha un giudizio negativo su qualcosa è difficile cambiare idea.
Credo sia utile ogni tanto rivedere il proprio giudizio sulle cose in modo tale da controllare che in fondo il mondo non sia così una merda. Insomma, il classico "non dare le cose per scontate" si deve applicare in un senso e nell'altro: non tutto è dovuto che sia bello, ma nemmeno che sia brutto eccheccazzo.

Per cui ogni tanto quando c'è qualcosa che vi sta sulle palle, magari una persona che trovate antipatica, stronza, ipocrita e pure brutta… provate a ripartire da zero nel giudicarla, ripesate tutto, riconsiderate ogni fatto e ogni aspetto: è possibile che nel far ciò potete scoprire cose impensabili su di esse.

Perché rovinarsi con qualcosa di infelice quando si può provare ad averne una positiva?
Ocio a non diventare esaltati per ogni cosa però (;

Il rinnovamento dell’immagine

Ora, domanda: è più importante l'immagine, il contenuto o la novità?
Ognuna di queste 3 componenti ha la sua importanza in qualcosa, ma quella che più importa al singolo è di sicuro la novità.

E' così che il rinnovamento dell'immagine diventa la vera componente fondamentale nel pubblicizzare – o rendere noto al mondo – una qualsiasi cosa.

Mi si dirà "hai scoperto l'acqua calda", ma ancora una volta invito a cercare ciò che dico nel quotidiano e nel piccolo della vita.
Rilanciare il look è tipica strategia di marketing: si cambia il nome, si cambia la scatola e il prodotto diventa "nuovo", la gente abbocca e lo compra. Matematico.

Ma il vero continuo rinnovo dell'immagine è tipico di una classe ben più vicina delle mere pubblicità: la DONNA.
Scarpe, vestiti, borsette, taglio di capelli… tutte stronzate fatte (inconsciamente) in modo tale da cambiare sempre, anche solo di un minimo, agli occhi degli uomini (o comunque delle altre persone). Ancora una volta, i comportamenti istintivi dell'uomo battono sul tempo i suoi pensieri ragionati!

E funzionano!

Io applico questa strategia quando linko il mio blog: in quanto scrivere per l'anima del cazzo non invoglia assolutamente nessuno (specie il mio cervello a fare pensieri ragionati), provo a pubblicizzare i link nelle migliori maniere possibili, cambiando la frasi, cambiando la signature, cambiando le posizioni. E puntualmente quando lo faccio ho accessi in più. Che ne direste se mettessi un po' di tette in giro? :D

La morale in questa faccenda? Poca, perché è naturale e giusto che sia così.
Bisogna capire se è veramente immorale approfittarne.

Ma fanculo alle zanzare.

Torna l'estate e con lei i suoi 4 cavalieri dell'apocalisse:

Sudore, Lenzuola, Umidità e Zanzare.

In realtà quelli che stiamo assaggiando ora sono solo i primi assaggi di quello che prevedo sarà un disastro di stagione estiva.
Fatto sta che oggi deve essere rimasta una zanzara chiusa in camera mia e ha fatto di me ciò che più le pareva.
Il saggio dice che la differenza tra una ragazza e una zanzara è che la zanzara quando ti succhia non devi accarezzarla… se è per questo nemmeno spiaccicarla, altrimenti sono cazzi.

Ma il peggio di queste puttane a forma di insetto è che tendono a beccarti nei posti più fastidiosi di tutto il corpo umano… e oggi con mio orrore e raccapriccio mi sono svegliato con una fastidiosissima puntura di zanzara…

… SULLA SCHIENA!!!

Ma fanculo alle zanzare.

Zanzara Maledetta!

L’omniscienza diffusa

La gente sa tutto. O meglio, crede di sapere tutto e peggio ancora diffonde la propria ignoranza spacciandola come verità.

Ok, scusate la generalizzazione.

Ci sono certi stronzi che credono di sapere tutto :D
E’ una classe di persone piuttosto buffa ed incline alla figura di merda, dalla quale tuttavia riescono a sfuggire con maestria (l’unica cosa che sanno davvero fare).

Trovo l’umilità di saper dire “non so un cazzo di questo argomento” estremamente apprezzabile in una persona. E viceversa, trovo certi atteggiamenti INDECENTI.
La finzione e ostentamento del sapere è facilmente localizzabile causa mancanza totale del gergo tecnico del soggetto in questione.
Si assiste spesso quindi a scene indecenti, come per esempio il riferimento all’albero di una barca come “palo”, alle CPU come “coso centrale di un pc”, ai motori degli aerei come “motori ad aria” e altre fantastiche terminologie inventate e piazzate nel mezzo di serissimi discorsi tecnici.

Ma la cosa che mi fa impazzire sono i maestri dell’arte della tuttologia insipiente: I GIORNALISTI. Sono INDECENTI.
Per capire cosa intendo si può fare un esperimento di veloce esecuzione: tutto ciò che è necessario sono due o tre giornali.
Prendete articoli di carattere tecnico di qualsiasi genere che approfondiscano un argomento di cui voi siete esperti. Non troverete MAI due articoli che non contengano palesi imprecisioni o errori. È matematico.

Non so se ci sia da ridere o da piangere, se penso che questi sono “l’informazione”…